Sabato 26 Maggio 2012
   
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SINISTRA DEMOCRATICA: SETTE VOLTE NO ALLA ZONA PIP A MACCHIA DI LEOPARDO

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La recente conferenza stampa della Sinistra Democratica turese è stata indetta principalmente per far conoscere le posizioni di questo partito in merito alle scelte amministrative della Giunta Gigantelli sulla zona PIP.

 

Sinistra Democratica è fortemente preoccupata in merito alle scelte dell'Amministrazione per la zona industriale. A parere di Ferdinando Redavid, Segretario cittadino di SD, la Giunta Gigantelli avrebbe intenzione di intervenire con uno strumento diverso rispetto a quello già esistente.

 

Il Piano degli Insediamenti Produttivi (PIP) è stato già approvato dalla Regione. Esiste, dunque, uno strumento attuativo. Un regolamento disciplina le lottizzazioni e gli stessi insediamenti di attività produttive. “Loro si ostinano a volere indirizzare una industrializzazione a macchia di leopardo. Tanto è vero che l'hanno dichiarato anche pubblicamente”, sostiene Redavid. 

 

SD ha presentato alcune osservazioni alle conferenze di servizio. L'Amministrazione sarebbe perfettamente a conoscenza, per il Segretario, dell'esistenza di decreti e leggi specifiche. In particolare, è stato citato un decreto del presidente della Repubblica secondo cui la destinazione di attività industriali a seguito di una conferenza dei servizi è legittima solo ed esclusivamente in assenza di un apposito Piano per Insediamenti Produttivi. 

 

Non si capisce come mai la Giunta comunale voglia ad ogni costo realizzare un'urbanizzazione industriale attraverso lo strumento delle conferenze”. Ad avviso di Redavid, sarebbero stati presentati dei progetti in cui vengono chiesti cambi di destinazione d'uso.

 

Nico Catalano ha annoverato ben 7 esempi.

 

Primo caso. In via Putignano, c'è un'area che si affaccia sulla circonvallazione. Siamo nell'ambito della proprietà Coppi. E' stata richiesta l'autorizzazione per un progetto relativo ad un centro di lungo degenza per anziani.

 

Secondo caso. Immediatamente adiacente all'area Coppi ve ne sarebbe una seconda. L'azienda FIMER ha chiesto un ampliamento per potere implementare un opificio in marmeria e lavorazione di mattoni. Nico Catalano ha riferito, a tal proposito, di avere incontrato l'Assessore regionale all'assetto del territorio, Angela Barbanente. I tecnici presenti in Assessorato hanno fatto rilevare che l'attività dell'azienda in questione sarebbe assai pericolosa. L'azione nociva sarebbe legata all'emissione di fanghi e polveri.

 

Terzo caso. L'area di Simone. L'idea sarebbe la seguente. L'area ove è situato il magazzino è un luogo nel quale si possono solo ed esclusivamente attuare la trasformazione e lavorazione di prodotti agricoli. Si chiede di potere adibire l'area ad ipermercato.

 

Quarto caso. Spinelli Edilizia. Si chiede la realizzazione di un deposito di materiale edile. “Questo sembra il meno incisivo da un punto di vista dell'impatto ambientale”.

 

Quinto caso. Azienda Pernice. Ha già realizzato un manufatto la cui realizzazione sarebbe stata bloccata. Chiederebbe un condono.

 

Sesto caso. Azienda Giuliano Puglia Fruit. Chiede un ampliamento in zona agricola.

 

Ultimo caso. Azienda Beppe Coppi, lungo la via vecchia per Sammichele. Si tratta di un'officina metalmeccanica da realizzare in zona agricola. In quell'area esiste un problema di Valutazione d'Impatto Ambientale (VIA).

 

Come è possibile presentare gli stessi progetti tutti entro una medesima area? Non è stata fatta alcuna Valutazione d'Impatto Ambientale, non si è tenuto conto dell'esistenza di uno scarico di rifiuti. C'è una richiesta di un cambio di destinazione d'uso. Va tenuta presente l'emissione di polveri e scarichi nocivi. Come può, nella medesima area, tutto ciò essere compatibile con la realizzazione di un centro di lungodegenza per anziani?

 

Ma non finisce qui.

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