Sabato 26 Maggio 2012
   
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CATALANO E PALMISANO SU.. QUESTIONE LIBICA

accordo-italia-libia-30-agosto

A causa della grave situazione venutasi a creare nel Mediterraneo e che ha portato alle diverse insurrezioni da parte dei popoli magrebini e mediorientali nei confronti dei loro tiranni, il Circolo 'A. Gramsci' di Turi ha voluto rilasciare delle importanti dichiarazioni per voce di Nico Catalano e Leo Palmisano.

"La condizione della Libia di oggi e di tutto il Magreb - attacca Leo Palmisano - parte dalla reazione della nuova generazione di giovani colti che non hanno più voglia di partire per l'Europa perchè quel che  qui viene offerto non è certo appagante per loro. Coloro che lì hanno conseguito una laurea e poi si ritrovano in Italia per fare i braccianti agricoli, vien vista come una forma di mortificazione. E' per questi motivi che esplode la rivolta che è, come tutti possiamo vedere, sopratutto una rivolta giovanile. Da una parte ormai, l'Europa non accoglie o accoglie sempre meno, dall'altra la spinta ad emigrare per chi ha studiato, non è più così forte, i giovani vogliono lavorare nella loro terra ma degnamente. L'Europa non è più  per questi popoli  una roccaforte della democrazia e, l'Italia, in modo particolare, non è più ritenuta una nazione democratica da tempo, non solo ma il governo italiano viene considerato l'alleato più forte di Gheddafi. Ciò è evidente sopratutto se si tengono presenti gli avvenimenti di oggi, infatti alla decisione degli USA di attuare le sanzioni contro la Libia, Berlusconi si è un attimo tirato indietro. Questa situazione italiana crea una eco, il popolo libico ha capito benissimo che Berlusconi ha dei legami economici particolari col Rais infatti mentre Gheddafi continua a gettare melma sull'Italia, Berlusconi continua a non dire cos'è Gheddafi. Ciò è indicativo del rapporto strano e malato che lega il leader italiano con quello libico.

In Grecia, ad esempio, c'è stato un tentativo di rivolta anche contro le sanzioni volute dalla Merkel, ma bisogna considerare che la Grecia comunque ha una sinistra forte e organizzata. In Italia invece la sinistra non dispone di organizzazioni di rappresentanza.

Le rivolte che si stanno verificando, se ci facciamo caso, non sono organizzate da sindacati, bensì sono insurrezioni spontanee che tra l'altro non sono neanche connesse da un legame islamista in quanto i problemi che ci sono superano la religione, sono molto seri. Abbiamo dei giovani che necessitano di pane e capiscono bene ormai da chi e come sono stati affamati, questi sono i primi effetti della globalizzazione. Osservando bene la situazione ci si rende conto che da noi, le sinistre, più che altro funzionano da calmiere perchè sono dei canali nei quali in qualche modo il dissenso trova la possibilità di sfogarsi; i sindacati spesso hanno la stessa funzione e perciò la gente in Italia non scende in piazza perchè bloccata da una serie di gabbie ideologiche che in Magreb e medioriente non ci sono. Ad esempio la CGIL non si è ancora espressa sullo sciopero generale, ma cos'altro dovremmo aspettare? Forse è anche colpa della nostra generazione che è stata passivizzata dal precariato il quale se da una parte consente di tirare a campare, dall'altro tende ad accampare un diritto puramente rivendicativo che è quello del lavoro continuo. Lì, invece, sussistono solo due classi sociali, una estremamente esigua che comanda  e poi la popolazione che non è altro che miseria, la differenza tra oggi e ieri la si riscontra però nel grado di cultura che le nuove generazioni hanno.

Quanti di questi giovani, per esempio, hanno lavorato con gli agronomi del Sud Italia che sono andati lì a fare progetti e, perchè oggi non dovrebbero aspirare a fare la stessa cosa per migliorare le loro condizioni? E' sintomatico che questi eventi si siano scatenati proprio nel corso di quest'anno che doveva vedere l'integrazione tra la riva Nord e la riva Sud de Mediterraneo. Adesso c'è anche da considerare il fatto che se gli Stati Uniti impongono le sanzioni e quindi viene nominato un governo di transizione filo-obamiano e, non potrebbe essere altrimenti, Obama entra nel Mediterraneo a pieno titolo. I problemi maggiori sono proprio per l'Italia, perrchè è la nostra nazione quella più legata al potere libico, il gas, le quote in Unicredit, le quote in Fiat, le altre nazioni europee non hanno mai voluto avere a che spartire nulla con uno come Gheddafi e avevano ragione".

"Quello che è successo nel Mediterraneo, - aggiunge Nico Catalano - non è altro che il colpo di grazia da parte del sistema della globalizzazione a questi regimi gestiti per decenni da dittatori, che in fondo erano anche la cerniera del fondamentalismo, e che permettevano ad un sistema composto da multinazionali di poter fare affari. Affari che spesso hanno danneggiato anche i nostri produttori, perchè il governo tunisino, ad esempio favoriva alcune multinazionali italiane e americane che si insediavano nel territorio tunisino, potendo usufruire di mano d'opera a bassissimo costo (sfruttamento) e lasciava che queste sfruttassero il territorio riuscendo a immetere così prodotti che dal punto di vista economico erano molto concorrenziali e danneggiavano il mercato dei nostri agricoltori. l' Algeria, ad esempio, da sempre è il vigneto della Francia e ciò ha solo finito col mettere in difficoltà i nostri produttori agricoli. La vicenda del Magreb alla quale stiamo assistendo, non è una vicenda che può prescindere dalle nostre colpe. Anche ditte di Turi, hanno in quelle terre centinaia di ettari e questi sono personaggi che accomunano le figure di produttore, esportatore, commerciante e trasportatore. Se vogliamo vagliare a questo punto il problema dei disequilibri e delle ineguaglianze con conseguente svalutazione del lavoro, le vere sconfitte in questa faccenda sono la sinistra europeae la sinistra italiana che non hanno capito tutta questa serie di dinamiche. Inoltre il tipo di rapporto tra Gheddafi e berlusconi è la cupola del capitalismo".

Decisamente il popolo italiano è narcotizzato, però dobbiamo mettere in conto che in Italia esiste comunque un'intelligenzia che in modo sommerso cerca di divulgare delle idee che tendono a bloccare questa sorta di tirannia mediatica sulla quale si basa il potere berlusconiano. A questo punto, non pensate che un concetto di ridistribuzione a priori possa essere una soluzione a molti dei mali socio-politici che oggi ci opprimono?

"I punti secondo me sono due - comemnta Catalano. Uno è certamente Berlusconi con la sua schiera di sostenitori, l'altro invece è proprio la sinistra o centro-sinistra, nel senso che mi piacerebbe sapere dai vari D'Alema e Fassino cosa ne pensano di questa cosa. Io ho avuto la vaga impressione che per tutti questi anni, i leaders di sinistra non abbiano fatto altro che rincorrere Berlusconi sul suo stesso terreno e quindi compartecipi in qualche modo nella costruzione della cupola di questo neo-liberismo che non esiste più se non in alcuni esigui strati dei più conservatori repubblicani americani. Ma la faccenda è anche un'altra, ovvero, la sinistra che dovrebbe trarre spunto da una lotta di classe, ovvero coloro che dovrebbero contrapporsi a questo sistema, in Italia sembrano ormai narcotizzati dai contrattini Co.co.co. e dalla televisione. Il lavoro ormai viene sottostimato così come vengono sottostimati anche elementi quali i prodotti, i manufatti, mi sembra che la sinistra queste cose non le ha capite. Berlusconi, in fondo è la destra italiana e non ha fatto altro negli anni che adeguarsi a quello che era un sistema, ha scimmiottato".

Lei pensa che davvero Berlusconi rappresenti la destra italiana?

"Berlusconi rappresenta un sistema che lui stesso dice essere di destra..." - puntualizza Catalano.

Ma lei non crede che se la sinistra avesse concesso a Berlusconi ciò che lui voleva oggi Berlusconi sarebbe stato di sinistra? Possiamo affermare oggi che Berlusconi in fondo non ha alcuna idea politica specifica se non quella che al momento gli fa più comodo?

Risponde Nico Catalano: "Io credo che Berlusconi sia il risultato della mediocrità della classe politica italiana, ovvero il degno rappresentante di tutto e niente".

"Io vorrei aggiungere qualcosa in merito al concetto di ridistribuzuione di cui si è parlato prima - dichiara Palmisano. Ad una concreta ridistribuzione delle risorse si poteva ambire prima dell'inizio della fase della globalizzazione, adesso credo sia troppo tardi e nuovi scenari si stanno affacciando alla storia. Queste rivolte in realtà portano alla necessità di un'etica pubblica. L'etica oggi è davvero una risorsa per l'economia. I governanti di oggi, in particolar modo quelli dell'area mediterranea, in realtà sono dimissionari rispetto a questo tipo di responsabilità. Qualunque politico, dal sindaco di Turi fino a Obama, deve prospettare una linea all'interno della quale è possibile costruire un futuro. I dittatori come Mussolini e Hitler l'avevano questo tipo di direttiva anche se a scapito di altri, questi piccoli dittatoruncoli del Mediterraneo invece erano sprovvisti di così basilari direttive. Se poi vogliamo guardare il panorama europeo, possiamo accorgerci che Angela Merkel sta attuando una politica internazionale che rischia di frantumare l'Europa perchè è tornata al protezionismo e lo si capisce dalle misure drastiche e draconiane che ha adottato con la Grecia. A questo punto se io chiedessi a Berlusconi, a Vendola o a Bersani, qual'è secondo voi il futuro dell'Italia all'interno di questo sistema che ormai connette politica, finanza ed economia?

Mai come oggi è importante praticare le cose che si dicono, quindi se un politico dice di essere corretto, deve essere corretto. Se il sindaco di un paese come Turi afferma di avere a cuore il bene dei cittadini e perciò desidera che ogni cittadino abbia una casa, bene quel sindaco dove innanzitutto fare in modo che il territorio non venga devastato e che non ci sia un tasso elevatissimo di case sfitte. Non dimentichiamo che tutto il cemento gettato nel comune distrugge il territorio e, nell'equilibrio ecologico si priva il territorio stesso di una risorsa fondamentale che è il verde. Anche questo vuol dire ridistribuzione delle risorse, vuol dire vivere in un contesto con una migliore qualità della vita, quindi la prima risorsa che va ridistribuita, spalmata, è l'etos perchè altrimenti andiamo solo verso la barbarie. Io temo che ad oggi l'unico paese diventato modello economico sia la Cina, ovvero che il capitalismo avanzatissimo in simbiosi col socialismo stalinista, possano diventare un modello globale per i prossimi decenni. La Cina entra nei mercati con una forza dirompente e non ha alcun rispetto per il territorio perchè l'Occidente ha fatto la stessa cosa nell'ultimo secolo, perchè dunque non dovrebbe farlo la Cina? Il discorso è che per poter guardare davvero al futuro è necessaria una nuova e sincera morale laica.

Per concludere, volendo spendere qualche parola sulla situazione locale io posso affermare che l'opposizione turese è inadeguata a candidarsi  perchè secondo me non ha preso una posizione morale contro questa amministrazione che è una delle peggiori di tutta la Puglia".

Commenti 

 
#11 riflessione 2011-03-18 21:58
I fatti hanno completamente disatteso le vostre visioni frettolose. Avevate detto che i giovani africani non volevano venire in Europa e soprattutto in Italia perchè da noi non c'è democrazia. Allora come mai a Lampedusa ne sono sbarcati più di tremila in pochi giorni? Eppure in Tunisia non c'è più Ben Ali ed in Egitto non c'è più Mubarak ma i tunisini e gli egiziani continuano a fuggire dai loro Paesi. Intanto Gheddafi recupera posizioni in maniera sanguinosa e l'ONU ha votato una risoluzione per fermare il Raìs a cui ha aderito anche l'Italia. Alla eventuale opzione bellica si è opposto Vendola di SEL. Insomma SEL non voleva il regime di Gheddafi, SEL ora non vuole che si fermi in qualche modo Gheddafi. Ma SEL si può sapere cosa vuole? Sa fare solo opposizione a tutto e tutti senza avere una sua chiara linea di condotta. La guerra è odiosa, ignobile, una barbarie ma la Francia sta spingendo per un intervento immediato. Perchè SEL non potesta ufficialmente contro la Francia? E soprattutto Russia e Cina vogliono un atteggiamento soft contro Gheddafi, guarda caso i più importanti alleati della Repubblica Socialista di Libia già dai tempi della Guerra Fredda quando rappresentavano il baluardo comunista contro gli Stati Uniti ed il blocco occidentale. Ed intanto continuano ad inviare armi e materiali che il Raìs usa per stroncare le rivolte che SEL legittimava. Perchè SEL non protesta contro Russia e Cina? La Storia e la Diplomazia sono argomenti seri che vanno conosciuti e non strumentalizzati a proprio piacimento con lo scopo di recitare un copione già inflazionato. Distinti saluti
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#10 niko catalano 2011-03-14 13:56
ha ragione caro giustiziere le opinabili dichiarazioni rilasciate dal sottoscritto sono tremendamente ignobili e "piene" di argomenti trattati con estrema ignoranza della materia, ed inoltre penso che diano fastidio a gente "democratica" come lei così affezionata al pensiero unico;
dice bene caro amico dobbiamo studiare siamo ignoranti e ci vantiamo di questo e lo facciamo appositamente xchè sappiamo che a denunciare, proporre e "fare" cose sensate ci pensa lei, altrimenti poi cosa farebbe, quale sarebbe il impegno quotidiano?
a noi preoccupa il solo pensiero di privare turi dell'unica persona che dice cose sensate, che studia, che sa tutto ma che dimentica di firmarsi con nome e cognome.
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#9 Il giustiziere 2011-03-13 19:03
Quanti argomenti importanti trattati con estrema ignoranza e superficialità.Smettetela di parlare di rivolte nel bacino del mediterraneo dettati dalla consapevolezza di quei popoli di non poter più trovare lavoro in Europa.Smettetela di parlare di accordi "sottobanco"tra Gheddafi e Berlusconi.Sotto non c'è nulla di tutto questo.In quelle terre c'è la consapevolezza di una relatà che non può essere più sopportata perchè anche loro hanno capito cosa significa vivere in democrazia,cosa significa essere valorizzati per quello che sono e fanno.Di grave c'è soltanto il tentativo da parte del colosso americano di impossessarsi dell'immenso oro nero africano.Cosa c'entra Berlusconi in tutto questo?Ha semplicemente stipulato un accordo col Rais per cercare di abbassare i prezzi delle materie prime dal momento che nel nostro stato sono del tutto assenti.Leggete ed informatevi tramite una vasta scelta di libri di autori di destra quanto di sinistra.Smettetela di predicare retorica bugiarda.Occupatevi del contesto turere che è tra i più scellerati (governativamente parlando)degli ultimi secoli.Avete nominato la Germania.Loro hanno tagliato tutte quelle spese inopinabilmente inutili e hanno investito lì dove era giusto farlo per avere migliorie future,come potrebbe essere l'università e non solo.Hanno imposto sanzioni alla Grecia.Ma vi siete mai informati cosa la Vostra sinistra aveva combinato in tutti questi anni????Solo tanta vergogna e io devo andare a salvare la gente che è andata in pensione a 50anni neanche!!!Ma ben vengano simili sanzioni e che siano d'esempio a tutti coloro che pensano che lavorare tanto è un male mostruoso.Pensate alla nostra giunta che non solo non ha investito,ma non ha saputo amministrare neanche le risorse disponibili.Pensate ad un'opposizione totalmente inesistente,formata da gente che raccontava peste e corna ma che davanti a scelte coraggiose,hanno preferito la via degli accordi "ad personam".Ora sono quasi al capolinea del loro mandato e tutti i falchi hanno ripreso a scrivere articoli moralmente commoventi.Posso solo dire che siete solo pietosi.Non avete mai fatto nulla per il vostro paese e queste sono solo articoli inutili.Ora avete a che fare con noi giovani e sappiate che ormai abbiamo smesso di credere alle vostre favole.VOGLIAMO I FATTI E NON PAROLE!!!
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#8 Gianfranco 2011-03-09 11:00
Le fa onore, Nico, fare presente che l'intevista era l'espressione di semplici opinabili opinioni degli intervistati.
Vista l'ambizione delle domande e delle risposte si poteva facilemnte fraintendere e pensare che aveste la presunzione di sviluppare un'analisi geopolitica.
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#7 leo palmisano 2011-03-06 23:09
Trovo sconcertante, nei commenti, l'assenza di allusioni precise al destino di una porzione di popolazione mediterranea quale è quella libica. A questo proposito rinvio ad alcuni miei interventi su Naqd (rivista franco-algerina) dove si denunciava la connivenza tra Berlusconi e Gheddafi. E' ancora più sconcertante che un rappresentante del Pd ed uno dell'IdV prendano posizione contro un articolo che differenzia il centro-sinistra dalla destra berlusconiana. Ma qui a Turi è nota la differenza tra destra e sinistra, o qualcuno deve tornare a scuola di politica?
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#6 niko catalano 2011-03-06 22:58
gentilissimi amici dell'idv credo che era lampante che i regimi laici di tunisia,libia ed egitto sono stati per almeno un decennio la barriera di difesa dell'europa dal fondamentalismo islamico,coniugando l'interesse delle multinazionali occidentali di avere delle sentinelle in loco che permettessero alle stesse di "fare" affari sfruttando il territorio, sottopagando i fattori della produzione usufruendo di sistemi senza regole( in alcuni di questi paesi è consentito l'uso del ddt in agricoltura!) e di produrre a prezzi concorrenziali creando delle distorsioni nei mercati globali, per chiarire questo e solo questo era il senso di quel passaggio della mia intervista evidenziando che questo modo di fare non ha fatto altro che favorire i salafiti cioè i fondamentalisti.
Per quanto riguarda le rivendicazioni di presunte candidature, rispondo anche all'amico marco Marotta (che dovrebbe distinguere quando si aprono i virgolettati e quando gli stessi si chiudono prima di attribuire al sottoscritto affermazioni non rilasciate, le interviste vanno lette e non interpretate guardando le sole fotografie!) il sottoscritto non ha alcuna ambizione di candidarsi per la farnesina o altro (quindi marotta può stare tranquillo, i troni da zar paesani sono salvi!)in quanto in questo momento sia il mio lavoro di precario della ricerca ( anche se sottopagato e sottovalutato!) ed il mio impegno ( gratuito, ci tengo a precisare!) come dirigente politico, gratificano ed impegnano la mia giornata, specialmente quando sono chiamato ad esprimere il mio parere(opinabile!) sulle cause(senza arrogarmi il diritto di dare soluzioni anche xche non era argomento dell'intervista!) che stanno creando sconvolgimenti politici che noi non possiamo ignorare e con cui prima o poi dobbiamo avere a che fare!
sicuramente per gianfranco queste tematiche non sono alla nostra portata ed è facile intuire il perchè: visto che il nostro parere "altermondialista" diverge dalle sue idee e da quelle dei suoi amici, ed è risaputo per certa gente la diversità fa paura, è meglio ricondurre il tutto ad un pensiero unico così qualche notabile di paese non rischia di perdere la sua nicchia di santino o santone! e per questo per essere all'altezza o sei del partito democratico o sei M.Coppi vero gianfranco?
in quanto al popolo, cari amici dell'idv il sottoscritto non è ne un latifondista ne vive di rendite finanziarie, è un precario figlio di pensionati nullatenenti, non possiedo terreni da edificare, ne voglio posti di lavoro o avanzamenti di carriera, e con il popolo (di cui faccio parte) e tra il popolo le giuste battaglie che voi fate con manifesti ed altro, io e quelli come me le facciamo, credetemi ogni giorno tra i colleghi di lavoro,tra gli amici, tra la gente per la nostra sopravvivenza quotidiana e per sovvertire un sistema ingiusto a costo di rimetterci il lavoro o a volte l'incolumità fisica tra ricatti e soprusi legalizzati che spesso subiamo.
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#5 Gianfranco 2011-03-06 09:39
Quindi?
Ci auspichiamo che in Libia trionfi una sincera morale laica? o tentiamo una simbiosi perfetta tra il capitalismo avanzatissimo e il gramscismo che rispetti il territorio?
Secondo me vi siete fatti prendere un po' troppo la mano da questa intervista troppo ambiziosa ed evidentemente fuori dalla vostra portata. Secondo me.
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#4 idv 2011-03-06 01:29
Non siamo molto esperti di politica internazionale, preferiamo esserlo in politica locale, ma vogliamo sottolineare alcune cose.
Rispetto a Nico Catalano:
1) Non ci sembra proprio che fossero cerniera del fondamentalismo i regimi di Mubarak, di Gheddafi e di Ben Alì, che erano regimi abbastanza laici sotto ogni aspetto; mentre è alle porte il pericolo del fondamentalismo.
2)Quanto è successo, ben lungi dall'essere "colpo di grazia del sistema della globalizzazione", è casomai effetto della globalizzazione dei contenuti culturali liberisti.
3)Il nuovo corso della Tunisia non credo proprio che bloccherà le multinazionali e quello che Catalano chiama lo sfruttamento del territorio da parte dei capitali italiani, che il territorio lo sfruttano anche qui, a Turi, come lui stesso afferma.
Rispetto alle cose dette da Leo Palmisano:
4)I giovani libici non hanno diminuito il loro amore per l'Italia per colpa della fama di scarsa democrazia di Berlusconi, se è vero come è vero, come dice lo stesso Leo Palmisano, che non sono organizzati e diretti da nessun partito, e che sono mossi dalla fame, come dice pure lo stesso Leo.
5)Nessun ethos inculcato da predicatori di sorta può risolvere, in Cina, come a Turi, il problema di regimi e cupole che si instaurono come caste oppressive in mancanza di democrazia dal basso e controllo su chi gestisce.
Suggeriremmo a Nico e a Leo di occuparsi maggiormente, senza limitarsi alla sola e solita rivendicazione del sindaco, ma per costruire nel popolo le condizioni per cambiare il sindaco. E' dentro il paese che va creato l'etos, non fra i consiglieri vecchi o nuovi aspiranti.
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#3 riflessione 2011-03-05 19:34
Tante, troppe parole spese per arrivare ad alcuni sconclusionati ed affrettati giudizi mischiando tutto quello che c'era: dalla politica estera alla geopolitica, dal sindacalismo alla questione morale, dal diritto del lavoro all'economia globale, dalle dottrine politiche perfino alla politica turese. Per giungere a dire le solite cose, retoriche, demagogiche e strumentali. Ahimè quanto ci piace specchiarci nel nostro facile e logorroico eloquio! E come ci piace camuffare o distorcere la realtà a nostro piacimento dimenticando verità inconfutabili. La Sinistra si è dimenticata di quando appoggiava la Repubblica Socialista di Libia del Colonnello Gheddafi perchè condivideva il sentimento antiamericano e la Libia gravitava nell'orbita sovietica? E perchè accoglie i movimenti di protesta di questi ultimi giorni e non spende una parola o non inscena manifestazioni contro la repressione attuata da Ahmadinejad in Iran, contro le azioni religiose anticattoliche in Pakistan che hanno portato all'assassinio del ministro cristiano Bhatti, contro la totale inosservanza dei diritti umani in Cina per non parlare del bieco e chiuso mondo della Corea del Nord, giusto per fare alcuni esempi? E' questa ipocrisia di fondo, questa mistificazione della realtà che lascia perplessi. Due pesi e due misure, a proprio piacimento. Non si può colpire, accusare, tacciare qualcosa o qualcuno tralasciando alcune altre evidenti realtà. Se libertà, democrazia, giustizia, equità, parità e tante altre belle cose devono essere, allora che tutti si facciano un bell'esame di coscienza e si inizi veramente ad avere dignitoso rispetto partendo innanzitutto dalla verità. Spero che questo commento possa essere pubblicato, non c'è nessun attacco personale verso i due dichiaranti con i quali si può tenere un aperto e serio confronto ma è semplicemente uno spunto di riflessione generale. Grazie per l'attenzione.
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#2 Marco Marotta 2011-03-05 14:33
Stando alle considerazioni sulla politica estera fatte dal sig. Catalano dovremmo dedurre che egli possa candidarsi al Palazzo di Vetro o alla Farnesina!
Per l'ultimo giudizio ingeneroso nei confronti di tutta la minoranza egli è stato insuperabile!
Oltre a ritenere inadeguati tutti i consiglieri comunali che espletano il loro mandato compreso quelli che si facevano sponsorizzare dai tedesco della sanità, ha tacciato di inadeguatezza pure la sua ex candidata sindaco Resta!!!
Sublime nel giudizio sull'amministrazione turese "che è una delle peggiori di tutta la Puglia" dimenticando che i moralismi tanto al kilo di Niki Vendola e dei Tedesco alla sanità sono riusciti ad affossare la sanità in Puglia.
Un consiglio non richiesto: calma e gesso e non si monti la testa che la politica nostrana ne ha già tanti di candidati alle nazioni unite...
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#1 giacomodipirchio 2011-03-05 10:47
Non ho ben capito cosa si propone di fare per risolvere la questione libica.
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