
Nel freddo pomeriggio del 30 novembre, si è svolto un tiepido Consiglio Comunale. Un Consiglio Stranamente Pacifico e il clima sembrava surreale. Abbiamo pensato all’arrivo del Natale oppure all’effetto del nuovo Governo Monti. Abbiamo pensato ad un senso comune di dismissione: inutile affannarsi per trovare un posto sul treno quando si è vicini all’ultima fermata.
Un Consiglio Tranquillo. Il tono di voce di Tina Resta non ha mai superato la soglia del dolore di 130-140 decibel. E così nei suoi interventi, Tina, preannunciava sempre la volontà di non accendere la miccia. Abbiamo contato durante la seduta consiliare ben otto volte il: “non voglio fare polemiche”.
Se non fosse stato per il vocione stonato di Denovellis, l’atmosfera bucolica avrebbe avvolto completamente l’aula consiliare. Denovellis che subito dopo esser andato via è stato bacchettato, da destra a sinistra, per... aver disturbato con i suoi modi l’atmosfera.
E Petrera? Anche lui ci ha sorpresi. Quando prende la parola Petrera ti aspetti di tutto, ti prepari, ti mantieni stretto e invece... “Stia tranquillo Sindaco – che già allarmato osservava il Consigliere – questa è una serata tranquilla e voglio restar calmo.” Una serenità talmente sconvolgente che ha sconvolto anche l’animo dello stesso Petrera, che spiega: “io non trovo più il senso, volevo dimettermi ma mi hanno frenato” – e poi dal cuore il pacato dolore - “io mi sento un fallito come voi, perché ho fatto parte di voi, e voi avete fallito. Mi sento fallito con voi”.
Solo sporadici sguardi di Mimmo Leogrande e Franco D’Addabbo, e l’intervento finale di D’Autilia che ha innescato qualche scintilla con Tina Resta, hanno distratto il bucolico clima.
Neanche la Relazione di Tina Resta, in qualità di presidente della commissione di controllo, che elencava puntuali i documenti inviati in procura con accuse gravissime hanno mosso una sola reazione: “Ringraziamo il presidente – afferma Gigantelli – per il suo lavoro”.
Pace, interesse comune e dialogo propositivo: l’opposizione propone, il Sindaco accoglie, la maggioranza presenta le proposte, l’opposizione annuisce.
E se la concordia non fosse soltanto un oceano che si ritiri prima dello Tsunami.
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"Abbiamo pensato ad un senso comune di dismissione: inutile affannarsi per trovare un posto sul treno quando si è vicini all’ultima fermata."