
Chiedo sin d’ora scusa se avvio questa mia lettera aperta con una breve digressione di ordine anche giuridico (e ripetendo principi noti alla maggior parte di noi), ma questa premessa è necessaria proprio per chiarire il significato prettamente “politico” di quanto andrò a esporre.
La Legislazione che si è susseguita negli ultimi due decenni sulla competenza degli organi comunali ha visto una sostanziale limitazione delle competenze del Consiglio Comunale. Tale tendenza, che era già evidente nella Legge n. 142/1990, è stata vieppiù rafforzata nella normazione successiva, tanto che l’art. 42 del TUEL, contiene un’elencazione puntuale ed esaustiva degli atti fondamentali per la cui adozione è competente l’Organo Consigliare. Ancora pochi mesi orsono al Consiglio Comunale è stata sottratta la competenza ad adottare e approvare i Piani Urbanistici attuativi, qualora questi siano coerenti con lo strumento urbanistico generale.
In tale prospettiva pare evidente che al Consiglio Comunale si vogliano riservare esclusivamente gli atti davvero fondamentali, quelli cioè che assumono un rilievo basilare per la vita della comunità locale e che quindi rivestono un’importanza politica, economica e sociale tale da implicare inevitabilmente il confronto tra le varie parti che hanno rappresentanza nelle assise consigliare. Questi atti devono essere il frutto di una sintesi che deve operarsi tra le varie parti del Consiglio Comunale. Questi atti non possono essere il risultato di scelte contingenti della maggioranza (che per avventura si trovi a governare in quel momento) o, addirittura, di una sua parte.
Il Piano Urbanistico Generale è indubitabilmente uno di questi atti, poiché è destinato a regolare lo sviluppo non solo urbanistico e edilizio ma anche economico e sociale dell’intera comunità per parecchi anni. Mi sia consentito aggiungere che questo discorso, a maggior ragione, vale per il Comune di Turi, che attende uno strumento urbanistico generale ormai da decenni.
La conseguenza di quanto sin qui esposto è che le attribuzioni del Consiglio Comunale e le prerogative del singolo consigliere quando si discute e si va ad approvare un simile atto non possono essere in alcuna maniera limitate o
penalizzate.
Voglio dire, in altri termini, che il Legislatore, limitando la competenza del Consiglio Comunale a pochi atti fondamentali, ha in certo modo inteso esaltare l’importanza “politica” di quei provvedimenti. Infatti, quando si discutono atti fondamentali le prerogative e le attribuzioni dell’Organo e del singolo Consigliere non possono essere in alcun modo osteggiate o, addirittura, vanificate. Invece, mi spiace doverlo rilevare, è proprio in questo modo che s’intende operare!
Conosciamo bene, noi tutti, la storia ultima del nostro PUG e ben sappiamo le vicende che hanno condotto il Consiglio Comunale a operare alcune modifiche (anche di rilievo) a proposito della localizzazione di alcune aree. Ora alcune osservazioni formulate da privati chiedono che il Consiglio Comunale rimediti quelle scelte e torni all’impostazione iniziale (anche in questo caso sappiamo tutti a cosa mi riferisco).
Non è mia intenzione – almeno in questo momento – entrare nel merito di tali determinazioni: questo mio intervento vuole limitarsi invece a porre una questione di metodo a garanzia delle prerogative dei singoli Consiglieri Comunali, dell’intera Assise Consiliare e dell’interesse dell’intera comunità, affinché sia assunta la migliore decisione per la cura dell’interesse pubblico che è quella cui ognuno di noi nel Consiglio Comunale deve perseguire.
Chiedo ancora scusa se devo rifarmi testualmente all’art.11 della Legge Regionale Pugliese n. 20 del 2001 che disciplina il procedimento di formazione del PUG e che ai commi 5 e 6 così dispone: “5. Chiunque abbia interesse può presentare proprie osservazioni al PUG, anche ai sensi dell'articolo 9 della l. 241/1990, entro sessanta giorni dalla data del deposito.
6. Il Consiglio comunale, entro i successivi sessanta giorni, esamina le osservazioni proposte nei termini di cui al comma 5 e si determina in ordine alle stesse, adeguando il PUG alle osservazioni accolte”.
Già la lettera della norma mi sembra eloquente: il Consiglio Comunale non solo deve esaminare singolarmente le osservazioni presentate (decidendo se accoglierle o rigettarle) ma, in seguito, deve anche adeguare il PUG alle osservazioni accolte.
Le determinazioni dell’Organo Consigliare quindi si sviluppano in una duplice fase: una prima in cui le osservazioni sono esaminate e votate e una successiva in cui il PUG, così come rielaborato (i.e. adeguato) a seguito delle osservazioni eventualmente accolte, è riapprovato dal Consiglio Comunale nella sua interezza e complessità.
Quella che è un’interpretazione testuale trova conferma in una lettura sistemica della norma, tesa a individuare il fine della disposizione. A seguito dell’accoglimento di determinate osservazioni lo strumento urbanistico generale può subire (come, in effetti, nel caso di specie) rilevanti modifiche. Il Consiglio Comunale, pertanto, dovrà necessariamente procedere a una nuova approvazione (finale) licenziando definitivamente il Piano e valutandolo nella sua complessità e nella sua interezza.
Una diversa interpretazione avrebbe l’effetto di limitare il Consigliere Comunale nell’esercizio di un proprio diritto (connaturato al munus publico di cui è titolare nell’interesse della comunità), vale a dire quello di esprimere il proprio voto finale e definitivo sugli elaborati di piano così come risultanti dalle modifiche apportate in sede di esame delle osservazioni.
Tale scelta sarebbe dettata solo da contingenze e svilirebbe il ruolo e la dignità di noi tutti. Ma – è questo che più conta – squalificherebbe, sul piano
morale prima ancora che su quello politico, chi se ne facesse propugnatore o ne fosse artefice.
Alla luce di ciò, e poiché mancano ancora “molte notti” che potranno sicuramente “portare consiglio”, invito il Sindaco Gigantelli, il Consigliere Comunale e Regionale Boccardi e tutti i Consiglieri Comunali innanzitutto a tenere presente le eventuali incompatibilità e a valutare serenamente quanto da me esposto e portare a compimento l’adozione del PUG con il voto disgiunto per le osservazioni e il voto finale. Questo per salvaguardare la correttezza e la legittimità dell’intero percorso amministrativo del PUG che tutta la collettività turese attende da anni!
Colgo l’occasione per augurare a tutti un sereno Buon Natale e Felice Anno 2012!
Il Consigliere Comunale Natalino Ventrella
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Commenti
non si preoccupi più di tanto dell'iter procedurale del PUG e delle relative incompatibilità dei consiglieri (sembra che le tolgano il sonno). stia tranquillo fino a fine consigliatura non vedrà mai all'ordine del giorno la parola "PUG discussione delle osservazioni art. 11 legge 20/2001". ce troppo menefreghismo. arrivederla