Domenica 18 Aprile 2021
   
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Vaccini e “santi in paradiso”

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Il consigliere Zaccheo: “Risposte vaghe, attenderò che sia la magistratura a fare chiarezza”

Nel finale dell’assise del 25 marzo sono giunte le risposte alle tre interrogazioni presentate alcuni mesi fa dal consigliere Giannalisa Zaccheo.

La prima chiedeva al sindaco Tina Resta di fare chiarezza sull’increscioso episodio che ha segnato l’inizio della campagna vaccinale anti-Covid a Turi. Il riferimento è al post – apparso su Facebook il 17 gennaio 2020 e poi rimosso – in cui due farmaciste ringraziavano l’assessore Fabio Topputi per aver fornito “indicazioni” utili a ricevere la prima dose del vaccino.

«Sull’argomento – afferma il consigliere Zaccheo – ho avuto risposte abbastanza vaghe: l’assessore Topputi ha ribadito la sua buona fede, spiegando che si è limitato a fornire un indirizzo mail. Di chi? Non è dato saperlo».

«Non ho voluto rincarare la dose – aggiunge – poiché è in corso un’inchiesta della Procura della Repubblica di Bari, coordinata dal pm Baldo Pisani, che farà chiarezza su quanti hanno ricevuto il vaccino pur non avendone diritto. Secondo le informazioni trapelate sugli organi di stampa, Turi sarebbe tra i Comuni finiti sotto la lente d’ingrandimento dell’attività inquirente; aspetterò, dunque, che sia la magistratura a fornire risposte più chiare di quelle ricevute in Consiglio».

«Ad ogni modo – precisa – questo episodio “opaco” non poteva passare inosservato: si parla di farmaci salvavita e non può esserci neanche l’ombra del sospetto che i soggetti più vulnerabili siano stati scavalcati da chi ha “santi in paradiso”; non si può tollerare che la vita dei concittadini più deboli sia stata messa a rischio in virtù di becere logiche clientelari».

«In linea generale – affonda il consigliere – l’assessore Topputi, nonostante la giovane età, evidenzia un modo di fare politica che ricorda molto la “Prima Repubblica”. Postare un selfie sui social davanti a una buca che si sta rattoppando, assumendosene il merito e incassando attestati di stima, alimenta il messaggio che se sei “amico del politico” puoi risolvere i tuoi problemi. La Legge ha diviso in maniera nitida l’attività politica da quella gestionale: al politico spetta la funzione di indirizzo e di controllo degli Uffici, compito che raramente viene onorato da questa Amministrazione».

«Dobbiamo imparare – riflette – ad essere più professionali anche nell’attività politica: mi aspetto che dimostriamo che la politica è fatta di competenze in grado di portare avanti idee e programmi, e che la gente sia portata a votare le persone capaci di tradurre in fatti le parole».

«Il sindaco – chiosa – mi ha dato ragione; una magra consolazione che, di certo, non esaurisce la vicenda».

Tributi: “Aspettiamo il Bilancio Consuntivo”

Con la seconda interrogazione si è ritornati a dibattere sulle criticità dell’operazione di riscossione dei tributi evasi, avviata lo scorso dicembre dall’Amministrazione Resta.

«L’assessore Gigantelli – asserisce l’avvocato Zaccheo – ha risposto sciorinando tantissimi numeri, di cui ho chiesto documentazione cartacea in modo da poter svolgere gli opportuni approfondimenti. Dai dati comunicati una cosa è certa: è stato recuperato il 6% in più rispetto al 3% che ha determinato l’intervento della Corte dei Conti».

«Con l’approvazione del Bilancio Consuntivo – annota – vedremo se le riscossioni sono in linea con le stime riportate nel Bilancio di Previsione, approvato ad aprile 2020. In merito, a suo tempo, ho già espresso i miei dubbi, denunciando l’eccessivo ottimismo sfoggiato dall’Amministrazione, convinta di poter recuperare oltre 2 milioni di euro nonostante il periodo storico così particolare. Mi auguro di essere contraddetta, altrimenti ci troveremo a correre ai ripari, con chissà quali e quanti “tagli”, per far quadrare gli equilibri di Bilancio».

Regolamento edilizio, “perso nei meandri dell’Ufficio Tecnico”

L’ultima interrogazione ha messo in luce il paradosso del Regolamento Edilizio vigente nel nostro Comune, che dal 1974 ad oggi non è mai stato aggiornato.

«Il responsabile del Settore Urbanistica – dichiara il consigliere Zaccheo – ha confermato questa incongruenza; tuttavia, ha rassicurato che il Regolamento Edilizio Tipo (RET), licenziato nel 2017 dalla Regione Puglia, colma tale lacuna, abrogando automaticamente ogni norma comunale in contrasto con i propri principi. Ho replicato che il Regolamento regionale ha la funzione di fornire un quadro di riferimento unitario e sistematico dell’attività edilizia, entro cui le Amministrazione comunali devono muoversi per redigere il proprio Regolamento. E il Comune di Turi ha bisogno di un Regolamento che sia conforme al vigente Piano Urbanistico Generale (PUG)».

In realtà, potenzialmente, questo Regolamento esiste: «In occasione dell’approvazione del PUG, fu adottata la bozza del nuovo Regolamento Edilizio Comunale che non è mai stato approvato poiché mancava un parere dell’ASL. Parere che non è stato mai richiesto con la conseguenza che l’iter di approvazione si è perso nei meandri dell’Ufficio Tecnico, all’epoca guidato dall’ingegnere Di Bonaventura».

«In Consiglio – prosegue la Zaccheo – l’architetto Del Rosso ha riferito di aver chiesto delucidazioni a Di Bonaventura, ricevendo verbalmente la notizia che il compito di richiedere quel parere sarebbe spettato al SUAP. Tuttavia, poiché il sindaco ha concordato con me nel ravvisare delle responsabilità in capo al Settore Urbanistica, mi ha rassicurato che ha già provveduto a chiedere i chiarimenti del caso in forma scritta e ufficiale».

«Il Regolamento Edilizio e il PUG – conclude – rappresentano le ruote della macchina amministrativa; se queste ruote non ci sono o sono logorate, diventa molto difficile marciare speditamente. A maggior ragione se la macchina è anche senza motore, ovvero – fuor di metafora – presenta una preoccupante carenza di organico che costringe l’attività amministrativa a vivere una fase di stallo assoluto».

Fabio D’Aprile

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