
Riceviamo e pubblichiamo una riflessione giunta da una nostra lettrice.
"In questi giorni stiamo assistendo ad un fenomeno che pensavamo fosse ormai riservato alle pagine della nostra storia. Immagini di un razzismo gridato e dimostrato hanno scatenato atteggiamenti di sostegno o di disgusto nell’intera comunità italiana. Abbiamo voluto coinvolgere alcuni nostri concittadini e rivelare i propri pensieri riguardo questo triste episodio.
Da una nostra analisi a campione, ci siamo accorti che, anche noi turesi siamo divisi internamente da uno spirito di odio e amore verso gli immigrati. Sono soprattutto gli anziani a fornire commenti negativi nei loro confronti: non condividono la loro presenza vicino alle proprie case, nel proprio paese. Numerosi i pregiudizi legati al colore della pelle, che sfociano in azioni di allontanamento o di disprezzo nei loro confronti. Una signora anziana ha persino sostenuto di provare una sorta di paura che le sorge incrociando casualmente per strada un immigrato o una persona di colore.
Differente si è dimostrato il comportamento della gran parte dei ragazzi. Capita infatti che loro stessi condividano spazi, amicizie, sport con ragazzi di altri paesi e dimostrano indifferenza verso la loro presenza nella nostra cittadina. Non sono mancati però coloro che hanno condiviso il comportamento razzista degli abitanti di Rosarno.
A seguito degli episodi visti in Tv, anche il Papa, nell’Angelus di domenica 10 gennaio, ha esposto la sua delusione nei confronti del popolo italiano in generale. Ha definito i calabresi xenofobi ed ha esortato a non essere razzisti. Dalle pagine dell’Osservatore Romano, G. Galeotti ha scritto: “Oltre che disgustosi, gli episodi di razzismo che rimbalzano alla cronaca ci riportano all’odio muto e selvaggio verso un altro colore di pelle che credevamo di aver superato”.
Vorremmo che anche voi, cittadini turesi immigrati, lasciaste la vostra testimonianza. Scrivete a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. e raccontate la vostra storia: impressioni e atteggiamenti dei turesi nei vostri confronti. Raccoglieremo la vostra Voce.
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Commenti
Speriamo che i giovani, come appunto dice l'utente Snoopy, lo capiscano e comincino a cambiare questa mentalità retrograda.
Questa è come la vede Saviano..........!
Influenza determinante sulla rivolta di Rosarno, dove da un lato si è spinto a scendere gli extracomunitari per rivendicare quei diritti che noi italiani non rivendichiamo ma che da anno accettiamo come cavalli con i paraocchi, visto che ci limitiamo a guardare nel nostor orto, dall'altro affiliati alle cosche del posto e questo lo sottolineo, hanno imbracciato fucili per ferire con i pallini alcuni extracomunitari!!Quindi non i rosarnesi razzisti ma le cosche!! Questo perchè si creasse il caos sul territorio..........e perchè no, oso pensare, far trasferire i ribelli africani, sapendo come si sarebbe mosso il Governo, che avrebbero potuto creare problemi in futuro con le loro rivendicazioni! Mi chiedo solo perchè un Ministro dell'Interno che ben conosce la scarsa presenza e fiducia che quella zona d'Italia nutre verso lo Stato non incida così duramente come ha fatto con gli extracomunitari, verso gli esponenti delle ,ndrine presenti. Non bastano gli arresti e tutti il sistema che deve essere più capillare ed incisivo!
DELL'AERA Graziano.
Non sono meravigliato da quanto emerso dalla vostra analisi.
L'anziano Turese considera immigrato anche chi non è nato a Turi e dimentica che molti Turesi sono a loro volta emigrati.
Per fortuna i giovani non sono dello stesso parere, evidentemente hanno capito che Turi per crescere deve amare e aprirsi al proprio prossimo.
Non condivido chi da politico abbraccia le cause per trarre vantaggi politici, dimendicando d'essere uomo e come tale accettare e condividere pacificamente gli altri simili indipendentemente dal colore della pelle, religione,origine e altro.
Per quanto riguarda i fucili,a volte vengono usati anche verso connazionali(ITALIANI)
Ben vengano in Italia lavoratori extracomunitari con voglia di lavorare.Per il resto quelli che vengono a delinquerare non solo i fucili,ci vorrebbe la decapitazione.
Quando si imbraccia un fucile contro uno sconosciuto, vuol dire che siamo ben più là delle "difficoltà della convivenza"... Il Papa si è dovuto scomodare per dire parole che, normalissime, sono apparse macigni! "Dovremmo guardare non lo straniero, ma l'anima della persona che ci sta di fronte!" In millenni di società "civile", mai ci saremmo immaginati di dover sottolineare questa banale affermazione!
In tutto questo, un Ministro della Repubblica, ROBERTO MARONI, davanti ai suoi connazionali che imbracciano fucili, barbaro tra i barbari, dice che la colpa di tutto è che "c' è stata troppa tolleranza!" Mi chiedo se conosca il significato di questo termine. La "tolleranza" tutto tace e sopporta, non ha fucili, e rincorre la civile convivenza. Almeno questa è la tolleranza che ci insegna la fede, la società, migliaia di anni di storia umana.
Peccato che non l'abbiamo ancora capito!