L’anno scorso fu Prandelli, allenatore della fiorentina. Quest’anno è Carlo Ancelotti il vincitore della seconda edizione del Premio Nazionale per lo Sport “Oronzo Pugliese”. E in più l’A.S Bari Calcio ha ottenuto il premio speciale per la sua recente promozione in serie A che “ha rinnovato l’antica fede calcistica dei baresi e l’entusiasmo di un’intera Provincia, rimasto sopito per tanti lunghi anni”.
Il premio “Oronzo Pugliese” è stato istituito l’anno scorso dal comune di Turi e patrocinato dal C.O.N.I e dall’Unione Stampa Sportiva Italiana-Puglia, per rendere onore a Oronzo il “mago di Turi” nato nel nostro paese nel 1911 e scomparso nel 1990 dopo una brillante carriera di allenatore, caratterizzata dal sano agonismo, dall’impegno e dai sacrifici fatti per passione e che l’hanno visto alla guida del Bari, del Foggia, della Fiorentina, del Bologna e della Roma.
Inoltre Oronzo Pugliese ispirò la caratterizzazione del personaggio Oronzo Canà, protagonista del celebre film “L’allenatore nel pallone” (1984), interpretato da Lino Banfi che ne riprodusse i gesti e le movenze come lo spargimento di sale sul campo o lo spogliarsi di giacca e cravatta nel corso della partita.
L’articolo 2 del regolamento del premio recita: «Il premio nazionale per lo sport “Oronzo Pugliese” intende premiare il giovane atleta che, nella disciplina sportiva praticata, ha onorato, con passione e sacrificio, lo sport nazionale, pervenendo a risultati di assoluto rilievo»
Turi ha così accolto, nella giornata del 2 giugno dedicata alla festa della Repubblica, uno dei personaggi più in rilievo nel mondo dello sport. Di origini emiliane, ex calciatore, da tempo stimato allenatore del Milan e futuro coach del Chelsea, Carlo Ancelotti è stato protagonista dei turbolenti avvenimenti che hanno caratterizzato gli ultimi giorni di cronaca sportiva.
Umiltà e origini contadine, fedeltà alle proprie radici, lealtà sportiva in un ambiente difficile come quello del calcio, competenza calcistica, rifiuto di ogni esibizionismo, sono queste le principali motivazioni che hanno portato la commissione preposta all’assegnazione del premio a vedere in Carlo Ancelotti un rimando ideale a Oronzo Pugliese.
La cerimonia di consegna del premio, causa maltempo, si è svolta a porte chiuse all’interno della Sala Consiliare del Comune, alla presenza del sindaco Gigantelli e delle altre autorità istituzionali, del figlio di Oronzo Pugliese, Matteo Pugliese, di Franco Ordine, giornalista sportivo de “Il Giornale” e dei giornalisti delle maggiori testate giornalistiche locali, nazionali e inglesi. La foga di questi ultimi e l’entusiasmo di alcuni tifosi presenti in sala hanno apportato all’evento un po’ di disordine, mediato dal presentatore dell’evento Tiziano Angelini, giornalista sportivo della Gazzetta del Mezzogiorno.
Alla fine della cerimonia, Carlo Ancelotti è stato omaggiato delle nostre pregiate ciliegie, l’oro rosso della nostra terra. Delusione invece fra i tifosi che, giunti a Turi e accorsi numerosi presso il Comune, non hanno potuto godere appieno della presenza del loro mito, che per motivi di lavoro è “volato” via ma che, comunque, porterà con sé un ricordo importante legato al nostro paese.
Il premio “Oronzo Pugliese” è stato istituito l’anno scorso dal comune di Turi e patrocinato dal C.O.N.I e dall’Unione Stampa Sportiva Italiana-Puglia, per rendere onore a Oronzo il “mago di Turi” nato nel nostro paese nel 1911 e scomparso nel 1990 dopo una brillante carriera di allenatore, caratterizzata dal sano agonismo, dall’impegno e dai sacrifici fatti per passione e che l’hanno visto alla guida del Bari, del Foggia, della Fiorentina, del Bologna e della Roma.
Inoltre Oronzo Pugliese ispirò la caratterizzazione del personaggio Oronzo Canà, protagonista del celebre film “L’allenatore nel pallone” (1984), interpretato da Lino Banfi che ne riprodusse i gesti e le movenze come lo spargimento di sale sul campo o lo spogliarsi di giacca e cravatta nel corso della partita.
L’articolo 2 del regolamento del premio recita: «Il premio nazionale per lo sport “Oronzo Pugliese” intende premiare il giovane atleta che, nella disciplina sportiva praticata, ha onorato, con passione e sacrificio, lo sport nazionale, pervenendo a risultati di assoluto rilievo»
Turi ha così accolto, nella giornata del 2 giugno dedicata alla festa della Repubblica, uno dei personaggi più in rilievo nel mondo dello sport. Di origini emiliane, ex calciatore, da tempo stimato allenatore del Milan e futuro coach del Chelsea, Carlo Ancelotti è stato protagonista dei turbolenti avvenimenti che hanno caratterizzato gli ultimi giorni di cronaca sportiva.
Umiltà e origini contadine, fedeltà alle proprie radici, lealtà sportiva in un ambiente difficile come quello del calcio, competenza calcistica, rifiuto di ogni esibizionismo, sono queste le principali motivazioni che hanno portato la commissione preposta all’assegnazione del premio a vedere in Carlo Ancelotti un rimando ideale a Oronzo Pugliese.
La cerimonia di consegna del premio, causa maltempo, si è svolta a porte chiuse all’interno della Sala Consiliare del Comune, alla presenza del sindaco Gigantelli e delle altre autorità istituzionali, del figlio di Oronzo Pugliese, Matteo Pugliese, di Franco Ordine, giornalista sportivo de “Il Giornale” e dei giornalisti delle maggiori testate giornalistiche locali, nazionali e inglesi. La foga di questi ultimi e l’entusiasmo di alcuni tifosi presenti in sala hanno apportato all’evento un po’ di disordine, mediato dal presentatore dell’evento Tiziano Angelini, giornalista sportivo della Gazzetta del Mezzogiorno.
Alla fine della cerimonia, Carlo Ancelotti è stato omaggiato delle nostre pregiate ciliegie, l’oro rosso della nostra terra. Delusione invece fra i tifosi che, giunti a Turi e accorsi numerosi presso il Comune, non hanno potuto godere appieno della presenza del loro mito, che per motivi di lavoro è “volato” via ma che, comunque, porterà con sé un ricordo importante legato al nostro paese.
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