Domenica 27 Maggio 2012
   
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BASTA POCO PER USCIRE DALLA PALUDE

fo._marotti

28 Aprile 2011 la Giunta ha approvato il progetto riguardante il Campo Sportivo Comunale per una spesa di circa 20 mila euro. Saranno sistemate le panchine, la recinzione e il terreno di gioco. Finalmente una buona notizia per gli sportivi turesi!

Rivedremo le squadre “giovanissimi” e “allievi”? Ritornerà una squadra dilettantistica?

La sindrome dell’ultimo anno di amministrazione ha colpito ancora!!

Ora i fatti passano agli addetti ai lavori: si può iniziare a programmare, ad organizzarsi. Non è concepibile che già si parli di liste, aggregazioni, candidati sindaci, “cani sciolti”, ecc..ecc.. ad un anno dalle amministrative e non si accenni minimamente a creare una società di calcio che parta dalla… ma purchè parta!!?

Sino al 1992 le varie amministrazioni, per lo sport, hanno creato delle strutture, il campo da terra battuta in erbetta, organizzato eventi locali e patrocinato l’unico nazionale. Movimento c’è stato. E dopo, cosa è successo? In questa rubrica è la volta di ascoltare l’avv. Gianfranco D’Autilia, assessore ai lavori pubblici con Onofrio Resta Sindaco e promotore della Consulta dello Sport.

 

Avvocato, all’esordio in politica, nominato Assessore ai lavori pubblici con compartecipazione allo sport, cosa ricorda di quella prima esperienza?

“Naturalmente molti lustri sono passati dal lontano 1989. Ricordo però, salvo errori, che in quel periodo furono realizzati i campi tutt’ora esistenti al Campo Sportivo Comunale e mi riferisco ai campi da tennis e pallacanestro.

Ricordo inoltre che nell’intento di dotare il nostro comune di spazi anche sportivi, sistemammo Piazza Cisternino, eliminando la fontana centrale, nella consapevolezza che anche quello poteva essere un punto dove i nostri giovani avrebbero potuto esercitare attività ludiche-sportive; in effetti in quegli anni, soprattutto nel periodo estivo, in quella piazzetta ci furono manifestazioni di minibasket e di pallavolo”.

 

Lei voleva, in tutti i modi, avviare la pallacanestro a Turi, perché il progetto è durato un solo anno?

“Feci acquistare, con l’appoggio dell’allora segretario comunale, dall’amministrazione due canestri professionali per la pallacanestro ed erano mobili, cioè trasferibili da una piazza all’altra per poi creare al campo sportivo un campo idoneo per disputare allenamenti e gare di campionato. Purtroppo pochissimi giovani si avvicinarono a questo mio progetto; preferivano il calcio e la pallavolo”.

 

Oltre alla pallacanestro, lei, ha costituito la “Consulta dello Sport”, ci credeva molto ma…

“Ricordo che l’amministrazione presieduta dal Sindaco Onofrio Resta volle istituire la Consulta comunale dello Sport che aveva l’intento di mettere insieme tutte le Società e Associazioni Sportive al fine di promuovere in stretta collaborazione con l’amministrazione comunale iniziative comuni all’ambito sportivo, necessarie ad un piccolo paese come Turi.

Tale iniziativa, purtroppo, al pari di molte altre non ha avuto vita lunga in virtù delle logiche che ci attanagliano. Molto spesso pensiamo al piccolo orticello non pensando che insieme si può fare di più e meglio.

Io non posso rispondere degli altri, devo però dire che il nostro individualismo è presente in tutti i campi da quello politico a quello sociale e purtroppo anche in quello sportivo. È difficile costruire una progettualità che vada al di là dei singoli e delle logiche di piccolo periodo. Ritornando allo sport, vedo con rammarico che gli Oronzo Pugliese, i Vincenzo Di Pinto insieme a Vito Zita, Stefano Orlandi, i Iacovazzi e tanti altri, come tu che mi stai intervistando, a Turi hanno vissuto solo una piccola stagione o sono stati costretti ad emigrare altrove dove gli sono stati riconosciute le qualità e meriti”.

 

Cosa si rimprovera di non aver fatto per lo sviluppo dello Sport a Turi?

“Il mio rammarico dopo vari anni di esperienza nel sociale è quello di non essere stato in grado di dare l’opportuna spinta per superare le impervie logiche individualiste laddove la mia associazione deve vivere a prescindere dalle altre, io non devo camminare politicamente insieme a te ma contro di te e purtroppo……….il mio sport deve essere migliore del tuo”.

 

L’avv. D’Antilia è stato molto severo a riguardo delle associazioni, ma come dargli torto!! Ha ragione quando si sofferma “sull’individualismo” perché, purtroppo è nell’essere turese, o meglio meridionale. Ci si aggrega, in apparenza con un unico fine, e poi ci si disgrega, perché tutti vogliamo visibilità. Sono finiti i tempi dei porta-borracce. Ora tutte prime donne e prime file. Il delegato allo sport ha ormai il compito di rappresentanza e non più di progettualità perché purtroppo lo sport non è visto come crescita dei futuri cittadini.

Commenti 

 
#4 sofia senior. 2011-05-11 09:58
Ecco venir fuori da quest'intervista la speranza tradita di quei politici "giovani". :-x :-x Bravo, GRAZIE "sport billy 82" hai centrato in pieno: quando la politica si misura col pacchetto di voti ke un'associazione può garantire, i risultati sono questi. Altro ke individualismo turese :o
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#3 SportBilly_82 2011-05-10 18:08
[parte_3]
Passando all’individualismo di noi turesi, bè, è un dato di fatto. Sta nel nostro codice genetico. Però forse bisognerebbe guardare i singoli che formano un’associazione sportiva. Bisognerebbe analizzare l’organigramma di tutte le associazioni che negli anni hanno dato vita a realtà diverse. Molte società sportive sono nate grazie al politico o partito di turno che si circondava di appassionati, di veri sportivi, per realizzare un movimento sportivo destinato a fallire nel giro di pochi anni allorché il politico o partito di turno non aveva più interessi da coltivare.
Poi ci sono state, ovviamente, anche realtà nate dalla pura passione per lo sport che sono morte allorquando ci sono stati problemi di impianti da utilizzare o di sponsor in grado di farle sopravvivere. Infine ci sono realtà, belle realtà, come la pallavolo che da diversi lustri riesce comunque a garantire una stabilità ad un intero movimento sportivo.
Per potersi aggregare è necessario che si parli la stessa lingua: niente interferenze politiche, nessuno scopo di lucro (nei fatti e non solo sugli statuti), crescita dei ragazzi del territorio. Quante società sportive sarebbero pronte a fare tutto questo??? Credo poche!!! Ma mi piacerebbe essere smentito…
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#2 SportBilly 82 2011-05-10 18:08
[parte_2]
Quanto alle strutture sportive comunali, sono state sempre carenti così come l’attenzione dei nostri amministratori per lo sport in generale: poche volte si è avuto modo di utilizzare degli impianti subito dopo la loro realizzazione o dopo un intervento di ristrutturazione. Per non parlare dei controlli, specie negli anni in cui non c’è stato un custode o un’associazione che li gestiva. Chiunque si sentiva in diritto di scavalcare e di giocare, o peggio deturpare, i campi di via Cisterna. Molti colletti bianchi avevano le chiavi (avute chissà come?!) per aprire e giocare a tennis il sabato pomeriggio o la domenica mattina. Ma più in generale credo che le strutture sportive non hanno mai ben funzionato perché non c’è mai stata una seria progettualità. E poi, come in tutte le cose pubbliche, c’è stata anche molta speculazione nelle gare d’appalto.
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#1 Sport Billy 82 2011-05-10 18:07
[parte_1]
Nel 1989 i campi da tennis c’erano già e sono stati risistemati solo due anni fa, dopo quasi 30 anni dalla loro realizzazione, dall’attuale amministrazione.
Nel 1989 il campo da pallacanestro c’era già. In quel periodo furono aggiunti i canestri, ma quell’obbrobrio in cemento che si continua a chiamare “campo da gioco” era stato già realizzato. Anch’esso è stato ristrutturato di recente.
La fontana di Piazza Cisternino credo sia stata eliminata negli anni ’70 o comunque un decennio prima del 1989. Forse l’avv. D’Autilia fa riferimento al rifacimento della pavimentazione della piazza. In quel periodo furono sostituite le mattonelle ed estirpati gli alberi di gelso (i frutti che cadevano sporcavano!) per far posto ai pini (idea geniale) le cui radici hanno reso sconnesso tutta la parte perimetrale.
Quindi mi sembra che l’avv. D’Autilia abbia fatto poco. E la scelta di puntare su uno sport poco praticato a Turi come la pallacanestro era forse dettata dal fatto che ***, ma forse mi sbaglio (la memoria, a volte, mi fa difetto).
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