Nuova stangata sui mutui a tasso variabile: le rate aumentano ancora. Vediamo insieme quanto pagheremo in più.
Non è ancora il momento di tirare il fiato per chi ha in corso un mutuo a tasso variabile: le rate purtroppo aumenteranno ancora. In questo articolo vi spieghiamo tutto nei dettagli.
Oggi ottenere un mutuo è difficilissimo ma portarlo avanti ancora di più. Le banche concedono sempre meno finanziamenti e, quando li concedono, chiedono stipendi molto alti e garanzie che ben pochi riescono a fornire. È stato calcolato che chi ha ottenuto un mutuo a gennaio 2022, oggi, alle stesse condizioni, non lo otterrebbe. Senza contare che il potere d’acquisto è progressivamente sceso: con uno stipendio medio in città come Milano o Roma si può acquistare, forse, un bilocale e certamente non nei quartieri del centro. Ma anche chi è riuscito ad ottenere un mutuo non se la passa affatto bene a causa dei continui aumenti dei tassi di interesse. Le rate salgono e continueranno a salire anche nei prossimi mesi.
La Banca Centrale europea continua ad aumentare i tassi di interesse nel tentativo di contrastare l’inflazione. Il metodo non pare funzionare ma, secondo le previsioni degli esperti, la Bce non invertirà rotta tanto presto.
A gennaio 2022 i tassi di interesse erano allo 0,67%: oggi sono al 4,95%, dopo l’ultimo incremento di fine luglio. Questo significa che, chi a gennaio 2022 aveva acceso un mutuo di 126.000 euro per 25 anni, allora pagava una rata mensile di 456 euro: oggi la rata è arrivata a 726 euro al mese. Ma non è finita qui: si prevede che i tassi di interesse raggiungeranno il 5,10% tra novembre e dicembre e la medesima rata, a quel punto, arriverebbe ad essere di 734 euro al mese: quasi 300 euro in più rispetto a gennaio 2022.
Gli economisti prevedono una lieve discesa dei tassi di interesse il prossimo anno: a marzo 2024 dovrebbero scendere da 5,10% a 5,02% e a giugno dovrebbero raggiungere il 4,83%. Solo nel 2025, tuttavia, torneranno sotto il 3% riportando le rate dei mutui a tasso variabile a livelli un po’ più sostenibili. Molte famiglie, infatti, non riuscendo più a fare fronte a questi aumenti potrebbero andare incontro al pignoramento. A quel punto la loro casa verrebbe venduta all’asta e perderebbero tutto.
Prima di arrivare a questa tragica ipotesi conviene tentare due strade: la rinegoziazione del mutuo oppure la surroga. La rinegoziazione consiste nel rivedere con la propria banca le condizioni del contratto ed, eventualmente, di prolungare la durata del finanziamento in modo da alleggerire un po’ le rate. Oppure si può valutare di passare da un tasso variabile ad uno fisso. La surroga, invece, consiste nel portare il proprio mutuo residuo presso un altro istituto di credito che offre condizioni più vantaggiose per il cliente. Entrambi i procedimenti sono assolutamente gratuiti.
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