Molte persone non riescono a smettere di mangiare, fin quando non stanno male. Ecco cosa bisogna fare per tornare ad una alimentazione fisiologica.
Ci sono persone che hanno un rapporto molto particolare con l’alimentazione. Potremmo dire senza dubbio un rapporto non sano. Persone che non riescono a smettere di mangiare, lo fanno per appetito, ma anche come forma di rifugio dalle insicurezze o per nervosismo. Ma bisogna in qualche modo arginarsi. Ecco come uscire dall’alimentazione incontrollata.
Alimentazione incontrollata, infatti, significa, automaticamente, alimentazione sbagliata. Questo perché dovremmo ormai sapere molto bene che il nostro benessere psicofisico è dovuto al modo in cui viviamo e con cui ci alimentiamo. Svolgere, per esempio, attività fisica, ci preserva da gravi malattie, quali quelle cardiovascolari, per esempio.
Così come una dieta equilibrata può preservarci da malattie neoplastiche e tumorali, ma anche dall’obesità, che è uno dei maggiori fattori di rischio per sviluppare il diabete, solo per fare un esempio. In tal senso, la letteratura scientifica è ormai concorde nel considerare positivamente la dieta mediterranea come eccellente regime alimentare.
Al contrario, se abbiamo uno stile alimentare insano, sia per ciò che concerne il tipo di alimenti consumati, sia per quanto riguarda la quantità di cibo ingurgitato, rischiamo grosso. Ecco, allora, come possiamo fare a uscire da un’alimentazione incontrollata che non solo andrà a incidere sul nostro aspetto fisico, ma soprattutto sulla nostra salute.
L’alimentazione è una funzione fisiologica che è regolata da stimoli interni, proprio come il sonno, per esempio. Il problema di molte persone è che non riescono a smettere di mangiare, fame o non fame, devono andare avanti a mangiare, fin quando non si sentono male. Si tratta, purtroppo, di un meccanismo che viene segnalato in grande crescita, all’interno dei pasti o in qualsiasi momento della giornata.
Sono in particolare tre i pensieri principali che impediscono di smettere di mangiare, anche quando dovremmo, anche quando il corpo ci lancia dei segnali inequivocabili. Il primo pensiero è regolato dalla frase “tanto, ormai…”. La diciamo, nella nostra testa o ad alta voce quando abbiamo infranto una nostra regola dietetica e ci autogiustifichiamo sul fatto che, avendo ormai fatto il “danno”, non sia necessario fermarsi. Un’altra frase tipica è “domani non ci sarà più”: un meccanismo di deprivazione mentale che ci porta a mangiare ciò che c’è oggi (che, magari, è un alimento per noi proibito) approfittando del fatto che ci sarà solo oggi e non domani. Da domani, ci ripromettiamo sempre di essere più coscienziosi. Infine, il pensiero regolato dalla frase “ho bisogno di riempirmi”: la quantità ci rassicura e non ci accontentiamo di poco, andando contro sui meccanismi di appagamento fisiologico.
Tutti comportamenti che sono conseguenze della mentalità da dieta e che creano vere e proprie interferenze nella comunicazione tra noi e il nostro corpo. Per uscire da questa situazione a volte cronica occorre ripristinare una alimentazione fisiologica e intuitiva, eliminando le influenze esterne e concentrandoci su noi stessi. Anche con l’aiuto di esperti nutrizionisti e dietologi o con un percorso psicoterapeutico.
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