Si apre una nuova indagine sulle sigarette elettroniche: a dar problemi in particolare una tipologia, un marchio costretto a ritirare i prodotti
Nell’ultimo decennio si è compreso quanto sia importante smettere di fumare per preservare la propria salute da bronchiti croniche occlusive, tumori e problemi cardiaci. Le sigarette hanno un gravissimo impatto sulla nostra salute e gli studi che lo dimostrano sono infiniti. È per questo che il settore si è espanso con diverse alternative: tutte dovrebbero essere meno dannose della sigaretta classica, eppure alcuni modelli sottoposti a studi sono risultati così tossici da dover essere ritirati dal mercato.
Tutto è nato con le ‘svapo’, ovvero quelle sigarette da poter ricaricare con il liquido. In questi casi si può decidere in autonomia quanta nicotina mettere nel composto, così da regolarsi e magari riuscire anche a diminuire i dosaggi. Poi sono arrivate le Iqos, una vera rivoluzione. Una sigaretta che somiglia in tutto e per tutto a una sigaretta classica, dando al fumatore anche la sensazione del fumo aspirato, cosa che invece con il vapore della sigaretta elettrica non si riesce a raggiungere. L’Iqos non ha lo stesso metodo di combustione, quindi la reazione chimica è differente, molto meno dannosa rispetto a una sigaretta, ma pur sempre dannosa per l’organismo, non di certo innocua.
Andando avanti sono arrivate le ‘puff’, ovvero le sigarette elettroniche usa e getta. Queste ultime hanno preso sempre più piede tra i più giovani in quanto sembrano leggerissime e i gusti dei liquidi fanno sì che non sembrino dannose. In realtà diversi studi medici hanno messo in allerta, in quanto tra gli effetti avversi si sono riscontrati forti mal di testa, capogiri, vomito, nausee e sensazioni di debolezza.
Queste sintomatiche sono piuttosto comuni e si presenterebbero già dopo metà sigaretta. Il problema sembra essere nella concentrazione di nicotina di gran lunga più forte delle sigarette classiche, che non si riesce a percepire per via dei liquidi gustosi che li fanno sembrare innocui. Una sigaretta elettronica può essere equiparata a 70 sigarette ma diverse persone, tra cui ragazzi molto giovani, hanno dichiarato di fumarne anche una al giorno.
Vista la massiccia diffusione di sigarette elettroniche monouso non a norma, adesso l’Unione europea e le autorità di controllo nazionali hanno potenziato la supervisione dei prodotti in circolazione sul mercato. A farne le spese per primo è stato il brand polacco Aroma King, ritirata la sua sigaretta mango Lime, che caricata correttamente con liquido contenente nicotina con una gradazione al 2% era comunque eccedente il limite consentito di capacità. Molto probabilmente i provvedimenti non si fermeranno qui.
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