I nostri amici pelosi sono in grado di “annusare” anche quando siamo malati? La ricerca scientifica è giunta a una conclusione.
Non è un mistero che i nostri amici a quattro zampe abbiano un fiuto prodigioso. Motivo per cui abbiamo imparato a servirci dei loro talenti per la ricerca delle persone scomparse o per quelle dei dispersi in occasione di qualche calamità naturale.
Per non parlare dell’uso dei cani nelle operazioni antidroga o per ricercare la presenza di esplosivi. Ma il super olfatto dei cani può servire anche a scopi medici, per salvarci dalle malattie? Fido riesce a fiutarle? E se sì, in che modo?
La risposta è sì: i cani sono in grado perfino di fiutare le malattie degli esseri umani. In particolare ci riescono alcune razze. Parliamo di Labrador, Terranova, Dalmata e San Bernardo, capaci di rintracciare la presenza di alcuni tumori. Come quelli alla mammella, alla prostata o ai polmoni, e questo prima ancora che si manifestino a livello clinico.
E non è tutto: dalle urine i cani sono capaci di “annusare” patologie come il diabete e a quanto pare fiutando il sudore riescono a prevedere qualche ora prima gli attacchi epilettici, le emicranie e la narcolessia. A inizio 2021 poi alcuni cani sono stati addestrati anche a riconoscere il Covid negli aeroporti.
Ma come fanno i cani a fiutare quando siamo ammalati? Uno studio svedese ha dato la risposta. Secondo i ricercatori del Karolinska Institutet i nostri amici pelosi sono capaci di fiutare i glicosamminoglicani, detti anche Gag. Sono polisaccaridi appartenenti alla matrice extracellulare dei tendini, ai quali conferiscono (insieme a elastina e collagene) l’elasticità che permette loro di allungarsi.
Quando nel nostro corpo insorge una patologia tumorale, i Gag vengono alterati precocemente. In questo modo si disgregano nel sangue e nelle urine, dando modo ai cani di fiutarne l’odore. I ricercatori svedesi li hanno cercati anche nel plasma, ottenendo una sensibilità del test tra il 41,6 e il 62,3%, e una specificità pari al 95% per i tumori al primo stadio. Per essere più chiari, siamo a un livello di accuratezza diagnostica corrispondente al doppio di qualunque altra metodica attualmente disponibile.
Per noi umani i glicosamminoglicani sono inodori, a differenza dei cani che possono fare affidamento su un olfatto da 150-300 milioni di cellule (in base alla razza). In altre parole i cani hanno una capacità 100 mila volte superiore alla nostra di identificare e discriminare gli odori. I loro recettori riescono a percepire circa mezzo milione di composti odorosi, anche quando sono presenti in concentrazioni talmente basse da risultare impercettibili al naso umano.
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