In Egitto il matrimonio prima dei 18 anni non può essere registrato ufficialmente, ma la pratica continua a verificarsi, soprattutto nelle aree economicamente più fragili. La combinazione di povertà, scarsa istruzione e mancanza di prospettive occupazionali spinge ancora molte famiglie a considerare il matrimonio precoce come soluzione
Per affrontare il fenomeno, il Consiglio nazionale per l’infanzia e la maternità (NCCM) ha avviato un programma pilota che punta a prevenire le nozze infantili attraverso un’azione strutturata sul fronte dell’istruzione e dell’autonomia economica.
Il divieto di registrare matrimoni sotto i 18 anni rappresenta un primo argine, ma non equivale a una piena criminalizzazione del fenomeno. L’assenza di una norma penale esplicita limita l’efficacia degli strumenti di tutela, lasciando margini che rendono più difficile intervenire tempestivamente nei casi a rischio.
Per questo l’NCCM ha avviato un confronto con il Ministero della Giustizia e con le autorità religiose, con l’obiettivo di rafforzare l’impianto normativo e consolidare un sistema di protezione più solido per i minori.
Il nuovo progetto, sviluppato in collaborazione con l’UNFPA, prevede percorsi di formazione professionale destinati alle ragazze più vulnerabili. Le competenze offerte spaziano dai mestieri tradizionali alle abilità digitali, con l’intento di facilitare l’ingresso nel mercato del lavoro e creare opportunità concrete di indipendenza.
L’idea alla base dell’iniziativa è intervenire sulle cause strutturali del fenomeno. Offrire alternative economiche significa ridurre la pressione che spesso conduce a decisioni precoci e irreversibili. La prevenzione, in questo senso, assume una dimensione sociale ed economica oltre che giuridica.
Il matrimonio infantile comporta effetti rilevanti sul percorso di vita delle ragazze: interruzione degli studi, maggiore esposizione a violenze e rischi sanitari legati a gravidanze in età adolescenziale. Le conseguenze si riflettono non solo sulle singole persone, ma sull’intero tessuto sociale.
Il programma sarà inizialmente sperimentato in alcune aree selezionate e successivamente esteso ad altre regioni del Paese. Accanto alla formazione professionale, sono previste campagne di sensibilizzazione nelle comunità locali, il coinvolgimento di organizzazioni non governative e il rafforzamento dei canali di segnalazione, come la linea telefonica nazionale di emergenza.
L’obiettivo è duplice: ridurre l’incidenza dei matrimoni precoci e favorire una maggiore permanenza delle ragazze nel sistema educativo. In un contesto segnato da profonde disuguaglianze, l’Egitto prova così a intervenire sulle radici economiche e culturali di un fenomeno che continua a incidere sulle prospettive di migliaia di adolescenti.
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