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Attualità

Non solo diabete e fumo, ecco i nuovi criteri per determinare il rischio di infarto da tenere sott’occhio

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Claudio Rossi

Il rischio di infarti è sempre più concreto con lo stile di vita che conduciamo: ecco quali sono i nuovi criteri da monitorare costantemente.

Cattiva alimentazione, abitudini non salutari. Quante volte vi abbiamo messo in guardia sul fatto che, non prendendoci cura di noi stessi, si alzano i rischi di poter avere problemi di ogni genere e, in particolare, problemi cardiaci? Oggi sappiamo che non sono solo diabete e fumo due indicatori che possono farci rischiare. Ma che c’è molto altro. Ecco cosa dobbiamo tenere sott’occhio.

I fattori che aumentano il rischio di infarto foto: Ansa – (turiweb.it)

Un’alimentazione non corretta non è solo motivo di una linea che non ci piace. Può essere la causa di problemi molto gravi, anche sotto il profilo cardiaco e cardiovascolare. L’obesità, infatti, è direttamente correlata al rischio di infarti, ma anche ad altre problematiche come le apnee notturne. Si tratta di problemi a cascata, perché, per esempio, porta anche al diabete che, a sua volta, è un fattore scatenante degli infarti.

Sappiamo poi che anche le cattive abitudini possono essere causa di problemi fisici. Una vita sedentaria, per esempio, è spesso collegata a problemi cardiovascolari. Per questo incoraggiamo spesso di svolgere attività fisica costante, compatibilmente con la nostra età e le nostre condizioni di salute. Assai noti, poi, i problemi causati dal fumo. Non solo problemi ai polmoni (si pensi a tumori ed enfisemi), ma anche problemi cardiaci e cardiovascolari, dato che il fumo può essere una causa di ostruzione delle arterie.

Fortunatamente la scienza fa passi da gigante ogni giorno e oggi è in grado di segnalarci altri nuovi criteri e fattori che possono metterci in grave pericolo. Ecco quali.

I nuovi criteri che determinano il rischio di infarto

I cardiologi oggi identificano quattro fattori di rischio: oltre al diabete e al fumo delle sigarette, anche ipertensione e colesterolo alto. Non si tratta di dati totalmente nuovi, ma che oggi, con i nuovi studi, hanno ulteriori dettagli. Fondamentale, dunque, abbassare la pressione, ridurre i valori di colesterolo o di glicemia, eliminare il fumo di sigaretta.

Rischio infarto: i fattori foto: Ansa – (turiweb.it)

Non facile, soprattutto per via di abitudini di vita e alimentari, cercare di riportare a livelli accettabili l’eccesso di colesterolo cattivo e la pressione arteriosa. In particolare quattro ulteriori ‘nuovi’ fattori di rischio, di natura lipidica, trombotica, infiammatoria e ambientale preoccupano non poco i cardiologi. Oggi, grazie alla tecnologia a Rna, abbiamo nuovi farmaci per contrastare la Lp(a) e i trigliceridi.

Difficile, poi, prevenire la formazione di trombi all’interno delle arterie: la scienza è sempre alla ricerca di nuovi farmaci antipiastrinici e anticoagulanti. L’infiammazione, poi, è in gran parte determinata da fattori di rischio ‘ambientali’, cioè uno stile di vista scorretto, come dicevamo prima, nello stigmatizzare l’obesità, la vita sedentaria e le diete povere di frutta e verdura, elementi fondamentali della dieta mediterranea. Come dicevamo, però, si parla in realtà di rischi legati alla vita come la conosciamo oggi. Per chi vive nelle grandi città soprattutto, per esempio, da non sottovalutare la questione riguardante lo smog e l’inquinamento dell’aria, fattori che causano infarti e ictus. 

Claudio Rossi

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