Indennità di accompagnamento, viene negata in caso di ricovero? L’INPS fa chiarezza

Che cosa succede in caso di ricovero all’indennità di accompagnamento? L’INPS ha chiarito tutto con un messaggio.

L’indennità di accompagnamento è un riconoscimento economico rispetto a tutte le persone affette da handicap grave, che non sono in grado di svolgere in maniera autonoma le attività di vita quotidiana. In favore di questa categoria di disabili la legge 104 prevede il riconoscimento della suddetta indennità.

Indennità di accompagnamento
Messaggio numero 3374 datato 26 settembre 2023 dell’INPS – (Turiweb.it)

Con il messaggio numero 3374 datato 26 settembre 2023, l’istituto previdenziale ha fornito chiarimenti in merito alla fruibilità dell’indennità di accompagnamento, quando il disabile viene ricoverato in una struttura ospedaliera pubblica o convenzionata con il sistema sanitario nazionale.

Indennità di accompagnamento: cosa succede in caso di ricovero

Tramite un messaggio pubblicato il 26 settembre 2023 l’INPS ha chiarito i dubbi in merito all’utilizzo dell’indennità di accompagnamento quando la persona affetta da disabilità viene ricoverata in una struttura ospedaliera convenzionata con il Servizio Sanitario Nazionale oppure con una struttura che non garantisce un’assistenza esaustiva.

Indennità di accompaganmento in caso di ricovero
Quando la persona affetta da disabilità viene ricoverata – (Turiweb.it)

Per continuare a ricevere l’indennità di accompagnamento è necessario che il ricovero sia superiore a 29 giorni, quando la struttura sanitaria non garantisce un’assistenza al 100%. In questo caso dunque il disabile potrà continuare a percepire l’indennità. Ma, al termine del ricovero, sarà necessario fornire i documenti rilasciati dalla struttura, in cui sarà indicato che l’assistenza fornita non è stata esaustiva.

In questi casi dunque l’indennità non sarà sospesa. Perché sebbene il disabile sia ricoverato, è comunque necessaria la presenza di un familiare o di infermiere che lo assistano nello svolgimento delle attività quotidiane. Se invece il ricovero avviene in una struttura sanitaria che fornisce un’assistenza completa, la disciplina prevede la sospensione dell’indennità.

Prima del messaggio del 26 settembre, le indicazioni fornite dall’INPS facevano riferimento alla necessità di procedere con la sospensione al riconoscimento dell’indennità di accompagnamento, per i ricoveri la cui durata fosse varie superiore ai 30 giorni, senza specificare per quale tipologia di assistenza.

Ora finalmente, non ci sono più dubbi in merito alla possibilità per i disabili di continuare a percepire l’indennità anche durante le fasi di ricovero, qualora la struttura nella quale si è ricoverati non garantisce un’assistenza continuativa. In sostanza se è necessario essere affiancati da un caregiver familiare o da un’infermiera a proprio spesa, il disabile avrà sempre diritto all’identità. In questo caso la dichiarazione di ricovero presentata sul sito dell’Inps dovrà avvenire nella sezione “Dichiarazione di responsabilità e ricoveri indennizzati”. Dove si dovrà allegare la documentazione fornita dalla struttura in cui il disabile è ricoverato.

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