C’è un momento preciso, ogni anno, in cui la spensieratezza dell’ultimo anno di scuola si scontra con la dura realtà dei decreti ministeriali. Quel momento è oggi.
Le buste virtuali di Viale Trastevere sono state aperte, rivelando un panorama che per molti sa di sfida e per altri di vero e proprio incubo notturno. Non è solo un rito di passaggio, ma una prova di resistenza psicologica che quest’anno introduce novità sostanziali, cancellando vecchie abitudini e imponendo una focalizzazione chirurgica su pochi, decisivi pilastri.
Mentre i corridoi degli istituti iniziano a riempirsi di sussurri e calcoli sulle probabilità, emerge una strategia ministeriale chiara: meno improvvisazione, più rigore disciplinare. La struttura dell’esame è stata ridisegnata per testare non solo la memoria, ma la tenuta emotiva di fronte a commissioni che, in alcuni passaggi chiave, non avranno il volto rassicurante dei propri insegnanti.
La vera sorpresa di questa edizione non risiede tanto negli scritti, quanto nella composizione delle commissioni per il colloquio finale. La nuova riforma ha infatti blindato l’orale su quattro discipline specifiche, eliminando il caos dei collegamenti interdisciplinari forzati. Tuttavia, la scelta dei commissari esterni per materie come la Storia ha già fatto scattare l’allarme rosso.
Dover raccontare il Novecento o le tensioni geopolitiche attuali a un docente mai visto prima, che non conosce il percorso della classe, rappresenta l’ostacolo più alto da superare. E per chi pensava di essersi rifugiato nelle materie umanistiche, c’è una “mina vagante” che torna a fare capolino tra i banchi, seppur con un paracadute importante.
Il verdetto ufficiale del Ministero dell’Istruzione e del Merito è ora definitivo: per la Maturità 2026, si torna alla tradizione “pura” nelle seconde prove. Niente prove miste o combo sperimentali. Al Liceo Classico trionfa il Latino, mentre allo Scientifico la protagonista assoluta resta la Matematica. Entrambe le prove saranno corrette da un commissario esterno, rendendo la sfida ancora più probante.
Le insidie maggiori, però, si nascondono nel colloquio:
Al Liceo Classico, oltre alla Storia esterna, spunta il “fantasma” di Matematica, che sarà però gestita dal commissario interno.
Al Linguistico la prova verterà sulla Lingua Straniera 1, mentre per le Scienze Umane la materia sarà quella d’indirizzo.
Per i Tecnici, confermate Economia Aziendale (AFM) e Sistemi e Reti (Informatici).
Il Ministro Valditara ha confermato la volontà di valorizzare la persona e le attività extra-curricolari, eliminando il sorteggio dei documenti all’orale per dare spazio a un colloquio più strutturato. Il countdown è ufficialmente iniziato: per i maturandi del 2026, la strada verso il diploma è ora tracciata tra versioni, equazioni e la temutissima Storia “esterna”.
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