
Ciliegi in fiore. Campagna cerasicola ormai alle porte. E alla cooperativa l’Ortofrutticola è in programma, alle 9.00 del 18 aprile, l’annuale Assemblea generale dei soci, per l’approvazione del bilancio e il rinnovo delle cariche. Presentata una sola lista e, quindi, si va verso la riconferma del vecchio direttivo, formato dal presidente uscente Franco Colaprico, Franco Mazzone, Giacomo Lozupone e Giovanni Nuzzi, rinvigorito dai nuovi entrati Vito Donato Giuliani, Tino Sabino e Domenico Giovinazzi. “Quando si possono scegliere le persone con cui collaborare – ci dice sicuro di sé
il presidente Colaprico - si sceglie il meglio”. Un direttivo che non può contare più sulla presenza di Giacomo De Carolis. “Sì, so che voleva presentare un’altra lista ma non è stata presentata, forse non sarà riuscita”. Il nuovo presidente sarà eletto dal Consiglio dei sette e quasi certamente vedrà la conferma di Franco Colaprico: “Anche se a me non interessa fare il presidente, m’interessa che la cooperativa vada avanti e che venga apportato più reddito alle famiglie”.
Il 18 aprile dunque la grande Assemblea generale: chiediamo a Colaprico qualche anticipazione del suo discorso ai circa 450 soci. “Una gran bella ditta vuole un grosso quantitativo di prodotto e il 18 aprile chiederò ai soci se sono tutti disponibili a conferire più ciliegie possibili e pretenderò una chiara risposta dell’assemblea per rassicurare la ditta. Le posso anticipare che in pentola bollono anche altre novità positive”. Il clima all’Ortofrutticola è buono e ci si aspetta una tranquilla assemblea generale prima di tuffarsi nella raccolta delle ciliegie. “Organizzeremo una maxi-foto finale con tutti e 400 soci da mettere sul nostro nuovo sito internet. Turiweb è invitato.”
Per completezza di informazione, abbiamo chiesto a Giacomo De Carolis di rilasciarci una dichiarazione: “Sono uscito dal Direttivo e stavo preparando una seconda lista che però ho temuto creasse una spaccatura in seno all’assemblea. Durante l’assemblea chiarirò la mia posizione e dirò il mio punto di vista sul conferimento dei soci che non conferiscono tutto il loro prodotto alla cooperativa ma lo portano presso altri magazzini. E quindi viene a mancare lo spirito di cooperativa”.
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