
Qualche giorno fa mi servivano degli oggetti per casa. Si sa, la pigrizia aumenta invece di diminuire, quando ad un tratto passa lui: il venditore ambulante. Anch’io, preso dalla curiosità, mi affaccio alla finestra. Lo scorgo in lontananza, sempre più carico di merci. Mi servono prodotti e merci per casa. Esco, lo fermo, compro due scope e qualche altro oggetto. Pago. Solo cinque euro. Emette persino lo scontrino. Penso: è onesto, dichiara i redditi al fisco. Mi porge il resto, lo scontrino e la merce, e mi dice: “Ormai questo è un mestiere difficile”. Lo provoco, o meglio, cerco di fargli spiegare quella affermazione. Mi dice che non c’è lavoro, la gente è sempre più diffidente nei confronti dei professionisti commercianti come lui. La ragione di fondo del commercio ambulante è l’abbattimento di spese fisse spesso alte, quali i costi per l’affitto dei locali d’attività con tutto ciò che esso comporta (spese di luce, acqua, gas e telefono).
Però, le spese per l’esercizio dell’attività ci sono. Bisogna ottenere innanzitutto, oltre la partita IVA, una licenza d’esercizio d’attività, e bisogna ovviamente pagarla. Anche loro hanno un commercialista, pagano parcelle; anche loro pagano le imposte. E, soprattutto, incidono anche molto le spese per il carburante, trattandosi di un mestiere girovago. Infine, devono pagare anche l’assicurazione per il mezzo e il bollo regionale sull’automezzo. Tutto ciò, con una famiglia da mantenere. Ovviamente a volte ci sono esigui sgravi fiscali. Ma ormai sono una tantum. Lo Stato e gli enti locali sembrano essersi dimenticati di loro. Come del resto anche noi, che non acquistiamo quasi mai da questi professionisti.
Lo saluto. Prendo scontrino, resto e merce e torno in casa. Scrivo quest’articolo. E mi viene in mente che l’unica cosa che possiamo fare, del resto, è essere meno diffidenti, e comprare merce e servizi da questi commercianti. Del resto, è merce della stessa qualità che troviamo in bazar commerciali stabili (i famosi “nonsolomille”), lo scontrino lo rilasciano (perché tendono ad essere più onesti di altri), ed i prezzi son comunque bassi, poiché questi professionisti sono interessati a coprire almeno i “costi della spedizione” più un piccolo guadagno, e incentivano la quantità venduta più che il ricarico sul singolo pezzo o servizio venduto. Evitando di chiuderci quindi in luoghi comuni quali l’esistenza della crisi, la soluzione è a portata di mano, anzi…d’orecchio!
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