Martedì 22 Maggio 2012
   
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UNA TRADIZIONE CHE NON "PASSA PASSA" MAI

Tutte le foto A COLORI by CLAUDIO SPADA

un bel modo di riguardare gli eventi...

Arte. Devozione. Tradizione. Questi tre elementi sono bastati per riconsegnare alla cittadinanza di Turi il monumento più antico dell’intero parco architettonico locale: la Chiesetta di San Rocco, più comunemente chiamata “Cappellina dell’Annunziata”. I nostri avi vollero elevare questo tempietto unico nel suo genere dedicandolo ad uno dei Santi più amati e popolari, Rocco di Montpellier, affinché intercedesse nella quotidianità di una vita non facile, ma intrisa di Dio. Poi la storia ci dice che dall’inizio del secolo scorso la Chiesetta custodisce la SS. Vergine Annunziata. In suo onore, in occasione del 25 aprile, Festa della Liberazione Italiana dal regime fascista, a Turi si ripete il rito religioso del “Passa a Passa”. Una tradizione con la quale mamme, papà e compari si rivolgono alla  Vergine, affinché vegli specialmente sui più piccoli che partecipano al passaggio, appunto, attorno alla chiesetta.

La mattinata di ieri, conclusasi con questo rito, ha seguito un ordine martellante di appuntamenti. Alle ore 8.30 si è svolta la Santa Messa di Santa Lucia, festeggiata insieme alla SS. Annunziata. Alle 9.00 la sezione locale dei Bersaglieri ha deposto una corona di fiori in onore dei caduti in guerra presso il monumento di Piazza Aldo Moro. Alle 9.30 è avvenuta la benedizione e l’inaugurazione della Piazzetta e della Cappellina completamente restaurata, con la partecipazione delle Autorità Civili e Militari. Alle 10.30, sulla piazzetta che ora circonda la Chiesetta di San Rocco tantissimi fedeli hanno preso parte alla celebrazione della Messa. La benedizione della stessa è avvenuta alla fine del rito: tre giri intorno allo spiazzale, ora denominato “Piazza Tito Caracciolo”; in futuro potrebbe essere rinominato a San Rocco o all’Annunziata.

Tanta, tanta, tanta gente ha partecipato attivamente, o soltanto assistendo, al Passa a Passa. Qualche forestiero che ieri per puro caso è passato vicino la Chiesetta, sicuramente ha pensato di ritrovarsi nel bel mezzo di una festa Patronale. Invece no: è “solo” una delle feste minori. Ma di quelle che richiamano la gente, legata ai riti e ai valori della famiglia. Ad occhio e croce oltre 200 bambini hanno sfilato insieme ai loro cari. Ognuno di essi indossava uno, due o tre fiocchetti di colori diversi. Uno per ogni anno. Con la terza ripetizione dei tre giri si conclude un rito che crea un legame similare a quello dei “compari” o “padrini”. In fila, ordinatamente, hanno camminato sotto il sole e un venticello frizzante, davanti alla Statua della Madonna, custodita durante l’anno nella Chiesa Matrice, e all’amministrazione Comunale. Ultimata la passeggiata, l’arciprete Don Giovanni Amodio, assieme allo storico Don Giovanni Cipriani, hanno benedetto la folla. Un applauso scrosciante ha chiuso in bellezza una mattinata davvero stupenda. Va ricordato che il 30 Marzo scorso, Monsignor Domenico Padovano, vescovo cattolico della diocesi di Conversano-Monopoli, dopo aver presieduto la messa delle Cresime ha visitato e benedetto la chiesetta, preparandola all’evento di ieri.

Affinché la chiesetta raggiungesse lo splendore che ha assunto attualmente, si sono impegnati in molti. Il Sindaco, dott. Vincenzo Gigantelli, nel suo saluto mattutino alla cittadinanza ha spiegato come Amministratori, Tecnici e Progettisti, abbiamo collaborato per portare a termine un progetto finalizzato alla restituzione dell’antico valore della chiesa, trasformatasi negli anni in un umile spartitraffico. Grazie alla adesione, voluta dagli Amministrazioni Comunali degli anni Duemila al P.I.S. -Programma Integrato Settoriale, Itinerario “barocco Pugliese” – “Sapienza della Pietra”- è stato possibile, nel corso del mandato del sindaco Vito Nicola Degrisantis, richiedere e reperire i fondi necessari alla realizzazione del progetto di “Recupero della chiesa di San Rocco e riqualificazione e arredo urbano dell’area circostante”, come anche per il restauro della Chiesa Madre. Al Suddetto fondo regionale di 980mila €, si sono aggiunti i 15mila di fondi comunali, per un importo totale di 1milione e 130mila €, di cui 300mila sono stati destinati al restauro della Chiesetta di San Rocco. Ieri, finalmente, la cittaidinanza è accorsa per “riprendersi” la propria “bomboniera”: così ci piace chiamarla, per la grazia e la piccolezza rispetto alle altre chiese.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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