OGGETTO: Casa Reclusione Turi.
Personale di polizia penitenziaria e detenuti mantenuti in “fresco” per totale
mancanza di erogazione riscaldamento da gasolio.
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Per segnalarle che da diversi giorni le 110 unità della Polizia Penitenziaria e le
170 circa unità come popolazione detenuta ristretta presso la Casa Reclusione di
TURI sarebbero rimasti al freddo(nonostante le attuali temperature gelide che
raggiungono,specialmente di notte - 3 gradi) per quanto riferito sarebbe
terminato il carico del gasolio da riscaldamento e non è stato rimpiazzato.
O S A P P Segreteria Generale
Organizzazione
Sindacale
Autonoma
Polizia
Penitenziaria
_________________________________________________________________________________________
1 Segreteria Generale sede Nazionale di Trani
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2
In questa glaciale situazione aggravata dalle temperature sotto zero di questi
giorni di freddo e neve che ha colpito anche la nostra regione Puglia non
funzionano sia i termosifoni all’interno dei reparti detentivi e degli Uffici,è l’acqua,
nelle docce per i reclusi è fredda!
L’anomalia esistente nel sistema di approvvigionamento del gasolio potrebbe
essere superata dall’allacciamento al gas cittadino di cui le speranze sarebbero
poche per l’entità della spesa che l’Amministrazione Penitenziaria Centrale e
Regionale al momento non avrebbero accreditato alla stessa direzione
penitenziaria locale.
Per la Sigla Scrivente appare, anacronistico, medioevale e fuori luogo continuare a
mantenere vecchie caldaie per gasolio quanto una breve tratta dall’interno del
carcere al Tronco generale della Città potrebbe portare GAS-METANO i cui costi
certamente potrebbero essere meno invasivi di quelli attuali ed i disagi
potrebbero essere eliminati.
Senza qui creare inutili allarmismi,di cui si prende distanza,ma ad aggravare la
pena detentiva dei ristretti sarebbe anche il settore Cucina detenuti alimentata a
gas portabile (bomboloni)la cui pericolosità si contrappone violentemente alle
norme dettate dalla 626 e dal D. Legs. 81/2008 vigente.
La Popolazione detenuta circa sarebbe in lieve stato di disagio e le lamentele
quotidiane non sempre riescono a generale tranquillità tra gli stessi,un ulteriore
disagio che si contrappone alla pena in espiazione per detenuti ed agenti di Polizia
lasciati,è il caso di dire: “al fresco”
Da diversi giorni le 110 unità della Polizia Penitenziaria e le 170 circa unità come popolazione detenuta ristretta presso la Casa Reclusione di TURI sono rimasti al freddo (nonostante le attuali temperature gelide che raggiungono, specialmente di notte - 3 gradi) per quanto riferito sarebbe terminato il carico del gasolio da riscaldamento e non è stato rimpiazzato.
In questa glaciale situazione aggravata dalle temperature sotto zero di questi giorni di freddo e neve che ha colpito anche la nostra regione Puglia non funzionano sia i termosifoni all’interno dei reparti detentivi e degli Uffici, è l’acqua, nelle docce per i reclusi è fredda!
L’anomalia esistente nel sistema di approvvigionamento del gasolio potrebbe essere superata dall’allacciamento al gas cittadino di cui le speranze sarebbero poche per l’entità della spesa che l’Amministrazione Penitenziaria Centrale e Regionale al momento non avrebbero accreditato alla stessa direzione penitenziaria locale.
Per la Sigla Scrivente appare, anacronistico, medioevale e fuori luogo continuare a mantenere vecchie caldaie per gasolio quanto una breve tratta dall’interno del carcere al Tronco generale della Città potrebbe portare GAS-METANO i cui costi certamente potrebbero essere meno invasivi di quelli attuali ed i disagi potrebbero essere eliminati.
Senza qui creare inutili allarmismi,di cui si prende distanza,ma ad aggravare la pena detentiva dei ristretti sarebbe anche il settore Cucina detenuti alimentata a gas portabile (bomboloni) la cui pericolosità si contrappone violentemente alle norme dettate dalla 626 e dal D. Legs. 81/2008 vigente.
La Popolazione detenuta circa sarebbe in lieve stato di disagio e le lamentele quotidiane non sempre riescono a generale tranquillità tra gli stessi, un ulteriore disagio che si contrappone alla pena in espiazione per detenuti ed agenti di Polizia lasciati, è il caso di dire: “al fresco”.
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