

Il turismo è la risposta alla crisi del settore agricolo ed economico tout court, converrebbe l’assessore regionale Dario Stefàno, tra gli altri presenti al taglio del nastro.
La presenza di numerose autorità civili, locali, provinciali, regionali e nazionali, rappresentanti delle Forze dell’Ordine di Turi e delle varie Federazioni di Categoria – significa che la sagra della ciliegia a Turi è ormai un evento istituzionale e di richiamo non solo per gli sponsor, ma per il difficile e sempre più complesso business della ciliegia, e dell’ortofrutta più in generale.

Noi, intanto, abbiamo scambiato qualche opinione con i produttori agricoli che durante la due giorni di festa hanno osservato con molta attenzione l’andamento della sagra. Il nostro settore agricolo, purtroppo, resta lontano anni luce rispetto a realtà meglio organizzate e consorziate del nord Italia, che tuttavia parte da una situazione di vantaggio rispetto al nostro sud.
“Tanto ci vuole a consorziarsi e acquistare macchinari per la trasformazione in loco della ciliegia?” – si interrogano alcuni produttori agricoli turesi e conversanesi. “Forse è arrivato il momento di abbandonare certi meccanismi assurdi di campanilismo distruttivo, che ci rende fragili all’estero e forti nelle realtà paesane”. Queste e altre osservazioni che meriterebbero maggiore attenzione da parte dei rappresentanti istituzionali presenti al taglio del nastro.
Di questa edizione, non passi solo il rito inaugurale con parata di politici al seguito, perché da quei coloratissimi e gustosi stand parte un segnale chiaro attorno a cui dobbiamo tutti riflettere: gli agricoltori hanno voglia di riscatto, vogliono che questo lavoro continui, che i giovani senza lavoro possano dedicarsi con maggiore cultura, lavorando in condizioni adeguate ai nostri tempi, con la migliore tecnologia possibile, in sinergia con Università e Centri di ricerca. Solo così sapremo mostrarci più forti, competitivi all’estero. La ciliegia può rappresentare la metafora di quello stile di vita che all’estero ci invidiano: il vivere e mangiare lento, cultura che ha dato vita al famosissimo consorzio ‘Slow Food’, tanto per citarne uno, e che abbina la cultura del vivere e mangiare sano, con la necessità di preservare i nostri luoghi storici, artistici e naturali.

L’INAUGURAZIONE - Don Giovanni Amodio ha benedetto l’appuntamento. Taglio di nastro di rito, eseguito dall’onorevole Savino e dalla vice prefetto Bellomo.
Tra le cariche istituzionali presenti, il sindaco Gigantelli, l’assessore provinciale Onofrio Resta.

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