Mercoledì 30 Settembre 2020
   
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Piogge torrenziali ed allagamenti cronici

Strade allagate durante la pioggia della scorsa settimana (1)

A distanza di un anno esatto, la nostra città è stata nuovamente colpita da un violento acquazzone: strade allagate e disagi per molti turesi. Le preghiere non bastano più

Com’è ormai noto da almeno un decennio, il clima sta mutando: “Non ci sono più le mezze stagioni” – direbbe qualcuno. In taluni casi, alla luce di fenomeni metereologici davvero insoliti – se non addirittura nefasti – rispetto al periodo dell’anno in cui con sempre più frequenza tendono a verificarsi, ci si spinge oltre, parlando in termini di “clima impazzito”.

Ciononostante, da un’analisi più attenta e ad ampio spettro, è possibile accorgersi di quanta regolarità possa esserci in questa follia: si pensi, soprattutto, agli acquazzoni e alle grandinate che negli ultimi 15 anni hanno, troppo spesso, minato il raccolto cerasicolo dei turesi.

Strade allagate durante la pioggia della scorsa settimana (3)

Pur non trattandosi di fenomeni isolati, queste perturbazioni sono ancora oggi accolte come qualcosa che va al di là dell’ordinario; di straordinario, tuttavia, c’è ben poco e dunque all’uomo non resta che adattarsi, in ossequio a quel principio darwiniano che porta il nome di “evoluzione”: i cambiamenti, specie quelli drastici, non vanno ignorati, ma affrontati, per far sì che il loro impatto non sia disastroso. Così facendo, inoltre, l’essere umano riesce ad emanciparsi, ad acquisire indipendenza o, in altre parole, a liberarsi dalla soggezione esercitata da madre natura e dunque a progredire. Non per altro, con l’avanzare dei secoli, l’uomo ha sviluppato tecnologie sempre più utili alla propria sopravvivenza.

Tralasciando le ciliegie, un altro esempio immediato ci viene fornito dal Coronavirus, il quale ha costretto tutti noi a rivedere le nostre routine, le nostre abitudini: talvolta in meglio, poiché, se non fosse arrivata una pandemia globale, forse nessuno di noi italiani avrebbe mai potuto imparare il senso di rispettare la fila davanti alla cassa dei supermercati. Ironie amare a parte, ciò che appare ineccepibile è la necessità di perfezionarsi, perché ignorare un problema non vuol dire risolverlo, né tantomeno estinguerlo secondo il proverbiale “lontano dagli occhi, lontano dal cuore”: si pensi, ad esempio, ad un debito finanziario o ad un arretrato scolastico.

ALLAGAMENTI CRONICI

Strade allagate durante la pioggia della scorsa settimana (2)

Ebbene, con la premessa di cui sopra, vogliamo adesso introdurvi ad una problematica piuttosto seria. Mercoledì scorso, a distanza di un anno esatto, la nostra città è stata letteralmente travolta da una bomba d’acqua: nel giro di poche ore diversi centimetri di pioggia hanno inondato le vie di Turi, causando non pochi disagi. A tal proposito, vogliamo rassicurare i nostri lettori chiarendo che le foto più preoccupanti in allegato al presente articolo si riferiscono al nubifragio del luglio 2019, in seguito al quale molti cittadini dovettero ricorrere all’intervento dei Vigili di Fuoco: garage letteralmente allagati da sgomberare, automobili danneggiate ecc. Perché mai, allora, riproporvi questi scatti? La motivazione è semplice: nonostante mercoledì la portata dei danni sia stata significativamente minore rispetto a quelli registrati un anno fa, il disagio non è stato affatto da meno per molti turesi, specie per coloro i quali risiedono nella zona di via Conversano, via Casamassima e, soprattutto, via Mazzini.

«Dopo la pioggia torrenziale di mercoledì – scrive un turese sui social – i tombini su via Casamassima erano otturati di foglie e sporcizia varia trasportata dalla pioggia... e noi poveracci ci allaghiamo i garage e le tavernette». Oppure: «Passano gli anni, si succedono le varie Amministrazioni comunali, ma via Mazzini è sempre chiusa! E ogni volta che piove preghiamo».

Ecco il punto: le preghiere; le stesse che con ostinazione rivolgiamo ogni anno al cielo, sperando che siano ascoltate affinché il maltempo possa risparmiare le nostre ciliegie.

La fede, però, c’entra ben poco ed il tempo scorre, senza aver premura di aspettare nessuno. Scorre, come un fiume in piena, anche per i residenti sopra citati, in particolar modo per i turesi di via Mazzini, un vicolo cieco che alla prossima pioggia torrenziale potrebbe trasformarsi ancora una volta in un lago artificiale. Due sono le alternative: lasciare che il tempo faccia il suo corso e che la natura si riprenda i suoi spazi, oppure attivarsi immediatamente per porre rimedio ad una situazione incresciosa che, ogni anno, tende sempre più a ripetersi, configurandosi come una patologia cronica, come un fatto ordinario con il quale convivere; come se fosse normale, in buona sostanza.

LEONARDO FLORIO

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