Venerdì 25 Maggio 2012
   
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È L’ERA DEL MATRIMONIO-TELECOMANDO

MATRIMONIO
Saremo un piccolo paese del sud ma non ci facciamo mancare niente. Prendiamo ad esempio il matrimonio, considerato tra le istituzioni più solide qui da noi. Ebbene, come tutti sanno o possono intuire, il matrimonio attraversa un pessimo periodo. I dati in nostro possesso lo confermano.

Negli ultimi trent’anni, i matrimoni a Turi sono diminuiti di un terzo circa ed è salita l’età media di chi si sposa: l’uomo a 34 anni, la donna a 31. Con tutte le problematiche che ciò comporta, soprattutto per quel che riguarda le gravidanze inoltrate in un’età che si comincia a considerare ‘pericolosa’ per i nascituri.

In calo i matrimoni in chiesa, in aumento i matrimoni solo civili. Diventano sempre di più le coppie che sono per la separazione dei beni: si potrebbe interpretare ciò come un segnale di scarsa fiducia nel partner e nel matrimonio.

Il 6% degli sposi e il 5% delle spose (per la serie ‘repetita iuvant’?) è alla seconda esperienza matrimoniale. Infine, il boom delle separazioni e dei divorzi. I fiori d’arancio adesso appassiscono prima. È l’era del matrimonio-telecomando: spingi un tasto e cambi partner.

Altro che crisi del settimo anno! È un miracolo se si giunge al terzo, quarto anno. Se poi si raggiunge il lustro, è festa grande. In qualche caso ci si lascia appena rientrati a Turi dopo la luna di miele. Il tempo di ritornare dalle Maldive e la coppia è già scoppiata. I cinquantenari di matrimonio scomparsi. I venticinquenni diventati una chimera. E il matrimonio si vive alla giornata. Con il ‘carpe diem’ innestato.

Dicono ci si lasci per insofferenza. Magari con un semplice sms o una mail. Alcuni dopo il fallimento delle prime nozze ritentano la fortuna. Le famiglie si allargano, si ingarbugliano. Anche perché, fra una crisi e l’altra, il tempo per mettere al mondo i figli lo si trova sempre. Conclusione: il matrimonio non come punto di partenza, non come progetto di una vita insieme e tanto meno per sempre.

Commenti 

 
#5 Rosaluxemburg 2010-02-12 01:06
definire l'articolo vergognoso è un'esagerazione.
E' vero che la questione viene affrontata con un'ironia a volte un pò
spocchiosa che non aiuta a comprendere le ragioni profonde di una crisi che è reale, ma certamente non riducibile solamente ad una leggerezza eccessiva
delle coppie moderne.

La separazione dei beni si motiva non solamente con una scarsa fiducia verso il partner, ma comprende ragioni culturali profonde che meritano
un'analisi più attenta e meno sarcastica.

Vergognosi sono ben altri articoli. Tipo quelli di un direttore di tg che va in giro a spiegare come si faccia politica, votando un esponente locale solo perchè locale, come se la politica si misurasse dal numero di passi che separa il candidato da casa mia. (chiedo scusa se esco fuori tema, ma quando penso a qualcosa di vergognoso, penso immediatamente a quelle sciocchezze)
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#4 abaco 2010-02-11 23:28
Io nn avevo cancellato nulla. La frase nn mi sconvolge e accetto le critiche, soprattutto da persone sagge competenti intelligenti come è lei. La proporrò alla prossima riunione di redazione come supervisore dei miei articoli. Così lei veglierà sulle mie tante 'uscite' sopra le righe. Contento? Ti abbraccio forte.
Antonio Gasparro.
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#3 Znick85 2010-02-11 23:13
Il piacere ai lettori non significa scrivere di cose che molto probabilmente non si è competenti. Il trattare un argomento così serio in maniera superficiale secondo me non è decoroso per la testata.
P.S.:avevo scritto la stessa cosa qualche ora prima ma mi è stato cancellato, non vedo cosa c'è di sconvolgente nella frase. non accettate le critiche
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#2 abaco 2010-02-11 22:23
Non condivido ovviamente ma mi adeguo e rispetto l'opinione di tutti. Anche perchè, quando scrivo, non mi pongo come scopo quello di piacere ai lettori ma di raccontare la realtà, con lo scopo se mai di piacere a me. La ringrazio comunque del suo contributo e... amici come prima. Un abbraccio. Antonio Gasparro.
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#1 Znick85 2010-02-11 20:50
Questo articolo è semplicemente vergognoso. :cry:
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