20 braccianti intossicate da una “nuvola di fitofarmaci”

caporalato

Sull’accaduto indagano i Carabinieri della Stazione di Turi, supportati da Forestale e ASL

Mercoledì 13 agosto, venti braccianti agricole, originarie della provincia di Brindisi e impiegate in un vigneto ubicato in agro di Turi, sono rimaste intossicate a causa dell’inalazione di prodotti fitosanitari.

Secondo le prime ricostruzioni, le lavoratrici erano intente nel taglio dell’uva da tavola quanto sono state investite da una “nuvola” di fitofarmaci, che si sarebbe sollevata da un tendone, distante qualche centinaio di metri, dove erano in corso le operazioni di trattamento del frutto.

Pochi minuti dopo l’impatto, tutte le braccianti sono state colte da un improvviso malore, lamentando crampi addominali, nausea, bruciore alle vie respiratorie e allo stomaco. Nell'immediato è stata allertata la centrale del 118, che ha inviato le ambulanze dalle postazioni di Turi, Casamassima, Sammichele e Rutigliano. Dopo i primi soccorsi prestati dai paramedici, le donne sono state trasportate presso gli ospedali di Putignano, Acquaviva, Monopoli e alla Mater Dei di Bari per i necessari accertamenti clinici. Fortunatamente tutte le pazienti sono rientrate a casa nella stessa giornata, dimesse con prognosi non superiori a un giorno.

Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della Stazione di Turi, guidati dal Comandante Sacchetti, che si sono avvalsi del supporto del nucleo della Forestale di Gioia del Colle e dell’ASL. Quest’ultima ha mobilitato gli esperti del Dipartimento SPESAL (Servizio Prevenzione e Sicurezza Negli Ambienti di Lavoro) e di quello del SIAN (Servizio Igiene Degli Alimenti e Della Nutrizione).

Gli inquirenti, individuato il vigneto da cui presumibilmente sarebbe partita la “nube”, hanno eseguito la campionatura dei prodotti fitosanitari presenti nell’atomizzatore e nei recipienti ritrovati nel vigneto; in parallelo sono stati campionati anche i frutti dei due tendoni di uva da tavola coinvolti e quelli delle colture che si trovano nell’area intermedia.

Le indagini sono in corso ma pare che alcuni elementi siano già stati assodati: i fitofarmaci impiegati erano leciti, così come secondo norma erano anche gli equipaggiamenti di cui erano dotati gli operai che stavano eseguendo l'irrorazione. L’ipotesi più probabile è che a causare l’incidente sarebbe stato un improvviso cambio di direzione del vento.

Consultando i nostri archivi, abbiamo verificato che un episodio analogo si verificò a luglio dello scorso anno (http://turiweb.it/cronaca/38491-intossicazione-di-gruppo.html), il che porta non a demonizzare gli agricoltori ma ad invitarli a un uso più responsabile dei prodotti fitosanitari. Ad esempio, il buon senso suggerirebbe di eseguire i trattamenti esclusivamente nelle fasce orarie in cui nessun bracciante è a lavoro sotto i tendoni.