Mercoledì 08 Febbraio 2023
   
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Da “Eleutera” con Paola Zannoner

Alina con Paola Zannoner

Affrontare il tema della lettura partendo dalla logica dell’affettività e dell’energia, dando centralità ai lettori, alle storie di amicizia e solidarietà. È questa la linea intrapresa da Paola Zannoner nel libro “Zorro nella neve”. Un libro che narra le storie di due ragazzi le cui vite scorrono parallele fra incertezze sul futuro  e  incomprensioni con i genitori. Luca, liceale salvato da un cane da valanga dopo uno spericolato fuoripista in snowboard, e Mary, insoddisfatta e insicura studentessa di veterinaria.  Trait d’union tra i due ragazzi è Zorro, un quattro zampe del Soccorso Alpino, che permette loro di condividere sogni e progetti.
La scrittrice, Paola Zannoner, giunta nella nostra cittadina, lunedì 18 maggio, in occasione dell’anteprima della rassegna letteraria “Didiario”, organizzata dal Presidio del libro di Turi, ha così risposto alle nostre domande.
Come nasce il romanzo “Zorro nella neve”?
“Il mio romanzo nasce da un incontro casuale con un cane, un Golden Retriever, avvenuto durante una competizione sportiva. Informandomi su questa razza canina ho appreso di come quest’ultima risultasse spesso impiegata dal Corpo del Soccorso Alpino per fronteggiare situazioni di emergenza. Questo incontro ha suscitato in me un grande interesse, nei confronti dei cani da soccorso, tanto che ho effettuato una vera e propria ricerca sulle tecniche di addestramento che li riguardano. Spero che questo romanzo possa aiutare i lettori a riflettere meglio sul nostro rapporto con gli animali”.

A quale episodio del suo romanzo si sente particolarmente ed emotivamente vicina?

“All’episodio di Mary nel canile. In questo episodio viene data particolarmente importanza al tema dell’adozione. Adottare un cucciolo significa aprire nella propria famiglia una spazio non solo fisico ma soprattutto mentale volto all’accoglienza”.

Quali temi  presenti in “Zorro nella neve” evidenzierebbe?

“Il coraggio, l’amicizia, l’umiltà, l’affettività e la ricerca di identità. Le storie che scrivo non sono di genere fantasy ma realistiche e raccontano di ragazze e ragazzi che affrontano problemi grandi e piccoli, vivono sfide con lealtà e appunto coraggio. I miei personaggi devono avere occhi giovani. La scrittura per me trasmette fiducia, speranza e conoscenza, e non si limita a riprodurre modelli o schemi già noti, superficiali e banali”.

Quando e come ha iniziato la sua attività?

“Ho iniziato la mia attività come bibliotecaria e critica letteraria. Dal 1998 ho iniziato a pubblicare romanzi e racconti, oggi sono tutor di un laboratorio di scrittura, tengo conferenze e corsi di formazione mantenendo un costante rapporto con le biblioteche, le scuole, le università e gli enti pubblici”.

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