Domenica 24 Gennaio 2021
   
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“Carol of the Bells”, il rock si impossessa del Natale

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Nell’ultima Vigilia, Nicolangelo Colapietro, nelle vesti di Jack Skellington, ha incontrato e suonato assieme a due particolari Babbi Natale

Come annunciavamo su queste colonne nella prima settimana di maggio, lo scorso 25 aprile, sulle piattaforme Spotify e Amazon Music, appariva “Password”, un brano che vede protagonisti Gaia Gentile e Nicolangelo Colapietro, turese classe ’92. In occasione dell’uscita di questo lavoro, ne abbiamo approfittato per ripercorrere i primi 12 anni di vita messi da Nicolangelo a disposizione della Dea Musica.

nicolangelo colapietro

Da quella scena di “Ritorno al Futuro”, vista in quinta elementare, in cui il protagonista suona “Johnny B. Goode”, gli sviluppi del rapporto intrattenuto da Colapietro con la musica sono stati diversi e parecchio poliedrici: dopo aver maturato una certa dimestichezza con la chitarra acustica e quella elettrica, le esigenze sono difatti cambiate. Il desiderio di padroneggiare totalmente la creazione di un brano, l’espressione della propria musica, ha prodotto un percorso fatto di diverse tappe: i “G.P.S.”, i “Giulius”, gli “A Senzio Unico”, le collaborazioni prestigiose, come quella che vede coinvolto Michele Jamil Marzella; ed inoltre: «Creando canzoni mi sono sempre accorto del problema tecnico che avessi nel registrarmi. Oggi servono molte competenze e strumentazioni per poter creare una canzone valida, al livello delle canzoni che tutti noi ascoltiamo ogni giorno in radio; motivo per cui ho deciso di affrontare un percorso di crescita personale sotto questo aspetto e studiare a Torino per un anno come tecnico del suono. Un corso che oggi mi ha garantito tantissime soddisfazioni sotto l’aspetto lavorativo, infatti, oltre a registrare le mie canzoni, lavoro in studi di registrazione, tra cui Officina Musicale, studio dove sono state registrate la stragrande maggioranza delle musiche dei film di Checco Zalone; sono felice di poter vivere la musica anche come fonico nei concerti Live e appunto come arrangiatore: il titolo conseguito a Torino è riconosciuto a livello europeo, seppur oggi non esista un albo professionale a riguardo. Ma soprattutto, negli ultimi anni, ho registrato molti cantanti e gruppi di diverso calibro professionale» - spiegava a maggio 2020. L’intervista è sempre disponibile gratuitamente su www.turiweb.it.

I PROGETTI DEL 2021

A distanza di qualche mese, siamo tornati ad interpellarlo, poiché pare che, nella giornata della Vigilia, abbia avuto l’incredibile piacere di suonare con Babbo Natale in persona; anzi, con ben due Babbi Natale, creando dunque un piccolo assembramento, in barba – è il caso di dirlo – a qualsiasi norma anti-Covid. Ci sia concessa quest’ironia, se non altro per stemperare un’atmosfera di tensione che si protrae da mesi. Di fatto si può star tranquilli poiché non v’è stato alcun assembramento, come stiamo appunto per spiegarvi. Prima di inoltrarci nel merito di questa vicenda, cogliamo l’occasione per porre qualche domanda a Nicolangelo.

A cosa stai lavorando attualmente?

«Attualmente sto lavorando all'arrangiamento di un EP per una cantante di Conversano che vive ormai da 4 anni a Londra».

Di che si tratta?

«È un album che rappresenta il completamento del suo percorso di studio artistico-musicale. Il lavoro rientra nel genere elettro pop, con sfumature gospel. L'artista in questione si chiama Becky Black; questo non è il nostro primo progetto, poiché ho già arrangiato il suo precedente album».

Quali progetti hai per il 2021?

«Sto lavorando a delle mie canzoni, con l’obiettivo di registrarle al fianco di artisti e cantanti italiani. Di questi brani sto dunque curando la parte prettamente strumentale. Il mio obiettivo è nel 2021 di farne uscire almeno tre».

CAROL OF THE BELLS: UN GRANDE CLASSICO

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Torniamo adesso all’esibizione della Vigilia di Natale, ripresa dalle telecamere e condivisa sui social, in cui Nicolangelo Colapietro ha avuto un “fugace featuring” con due Babbi Natale. In realtà, quella dei due è stata quasi un’irruzione che ha, legittimamente, sorpreso il nostro concittadino, intento in quel momento a registrare uno dei suoi magnetici video social. Per la gaudente occasione, la scelta di Nicolangelo era ricaduta su “Carol of the Bells”, brano tradizionalmente legato al Natale.

Qual è la storia di questo brano?

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«Carol of the Bells, conosciuta anche come Ukrainian Bell Carol, è una celebre canzone natalizia scritta nel 1936 dal compositore statunitense Peter Wilhousky (1902–1978) la quale è basata su un rifacimento melodico di un canto natalizio del compositore ucraino Mykola Leontovyč (Микола Леонтович; 1877–1921), intitolato Ščedryk (ščedrykvka, che in lingua ucraina significa "Canto di Capodanno") e originalmente pensata per un'opera corale che fu rappresentata per la prima volta a Kiev nel 1916. Si tratta di un brano che in Ucraina è tradizionalmente intonato la sera del 13 gennaio, vigilia del Capodanno secondo il Calendario giuliano».

Chiarite le origini di questo brano, passiamo a raccontarvi il retroscena che si cela nella sfiziosa finizione scenica ricreata dal nostro concittadino; una finzione che, nella realtà dell’interpretazione musicale data al brano dai protagonisti, vede avvicendarsi lo stesso Nicolangelo Colapietro, in modalità “Jack Skellington”, e due Babbi Natale: Babbo Natale buono e Babbo Natale cattivo.

IL RETROSCENA

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«Volevo creare un collegamento tra il video che ho realizzato in occasione di Halloween e quello che avrei dovuto registrare per Natale. In quello di Halloween, dovendo suonare in chiave rock/metal, figuravo nelle vesti di Jack Skellington, ovvero il protagonista del film “The Nightmare before Christmas”; un film che, seppur prodotto per gli amanti di Halloween, reinterpreta il Natale. Il collegamento tanto desiderato non ha dunque tardato a manifestarsi: per il video di questo Natale, Jack Skellington doveva tornare in scena, con il suo stile chitarristico, pronto ad infiammare con una “Carol of the Bells” dalle sonorità più vicine al rock e al metal. Al suo fianco ho iniziato ad immaginare due Babbi Natale: uno buono, che suonasse morbido, con dolcezza ed uno cattivo, più spigoloso nelle plettrate, quasi infastidito dal concetto stesso di Natale. Durante tutto il brano le due figure sono in netto contrasto, tesi in una dialettica accesa che, a tratti, dà la sensazione di risolversi in un accordo che entusiasma tutti, sia Jack Skellington che i due Babbi Natale. Alla fine, il Babbo Natale buono riesce ad avere la meglio, con le sue note leggere sorridenti, sulle quali il Babbo Natale cattivo va via, abbandonando la scena».

LEONARDO FLORIO

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