

Se da un lato il centro-sinistra esulta e il Pd chiede le dimissioni del premier, il Pdl fa quadrato attorno al suo leader e sottolinea che l'esecutivo non è a rischio. A noi piace pensare che a determinare in modo decisivo il risultato del Referendum non sia stato il centro-sinistra, ma un'altra forza: la Chiesa Cattolica Italiana.
" E non di poco conto, per tutta la maggioranza, il nuovo affondo che arriva dalla Chiesa: "Un risultato che è un messaggio al governo", dice una nota della Cei. L'affondo dei vescovi è netto: "Governare il cambiamento - spiega una nota del Sir, l'agenzia stampa della Cei - è l'operazione politica più complessa e meritoria. Qui si distinguono gli statisti: le prossime settimane ci diranno se la classe politica è in grado di giocare questo gioco, che gli elettori stanno indicando. Come sappiamo, infatti, il vero punto debole del sistema italiano non è tanto dal lato della domanda, quanto piuttosto dell'offerta politica". Per i vescovi dunque i risultati del referendum "rappresentano un messaggio diretto degli elettori, al di là degli schieramenti, direttamente al governo", continua la nota del Sir. "Distinguiamo il merito dal significato politico più ampio. Per non parlare - prosegue la nota - del quesito di cui meno si è parlato, che riguardava direttamente Berlusconi, sul legittimo impedimento. Le scelte referendarie sono chiare e devono essere tradotte in politiche pubbliche coerenti. In particolare è richiesto un nuovo ruolo per 'il pubblico', cui le istituzioni devono sapere dar risposte adeguate, in termini di garanzia, efficienza ed efficacia".
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Commenti
Io ho votato. Sono stato fiero di farlo. Ho votato perchè sono un cittadino di questa comunità, perchè sono padre di due figli che non voglio che vivano in un mondo col nucleare, perchè sono un cattolico che vive la propria fede nell'impegno quotidiano e nella partecipazione attiva.
E sarei felice se i turesi fossero piu aperti e vivessero la comunità non soltanto durante le sante processioni, ma pure nelle azioni e nei contesti pubblici in cui è in gioco il nostro presente e il nostro futuro
Ci vuole rispettto
Dico solo che l'impegno che viene profuso, in termini di energie fisiche ed economiche, per promuovere la propria persona per le campagne elettorali potrebbe, anzi dovrebbe essere spesa per questioni di carattere nazionale, ma che hanno una seria e profonda ricaduta sul territorio.
In questo referendum si trattava, tra le altre cose, di una questione enorme: le centrali nucleari, di cui una avrebbe potuto essere collocata nel futuro a Mola di Bari, a 20 km da Turi.
Ora, una questione del genere dovrebbe sollevare dibattiti, assemblee pubbliche, iniziative di informazione assidua.
Un politico locale come lo immagino si impegna e si batte per lo scuolabus, ma anche e soprattutto per tematiche che riguardano l'interesse dei turesi e del futuro di Turi.
Pensate alle ricadute sulle nostre campagne! Altro che la grandine! L'agricoltura turese rischiava di ritrovarsi a stretto gomito con una bella centrale nucleare e gli alberi di ciliegie rischiavano di nascere su un cimitero di uranio arricchito.
Massimo rispetto per scuolabus, problemi locali, ci mancherebbe. Dico solo che queste problematiche sono perlomeno ugualmente importanti, per me anche di più.
A me pare un problema questo impegno politico a singhiozzo.
Detto ciò, simili problematiche rivelano il carattere aleatorio di certe liste civiche. Come si fa a mettere insieme persone che, ad esempio, su un tema come il nucleare la pensano in maniera diversa?
Si possono costruire liste vincenti, ma disastrose nell'amministrazione. E la storia di Turi degli ultimi anni avrebbe dovuto insegnare qualcosa.
Filippo Losacco
Federazione della Sinistra
Circolo Gramsci
Sui giornali nazionali si parla di Di Pietro, Grillo, comitati, Celentano, errori del centro-destra.
Voi vivete in un altro Stato?
La redazione potrebbe esporre il ragionamento da cui trae la sua conclusione?
"non avrai altro Dio all'infuori di Me"
Ha voluto sottolineare al premier di rimanere con i piedi sulla terra.Condivido in toto il commento di Filippo Losacco e non sono affatto daccordo sul commento di fra82, è giusto rispettare anche chi per vari motivi non si è recato alle urne e contemporaneamente impegnarsi affinchè in futuro si riduca la percentuale degli assenteisti.