Sabato 15 Agosto 2020
   
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“E la chiamano estate…”

Lilli Susca

Lilli Susca: “L’assessore De Carolis ha abdicato al suo ruolo”.
Sulla ‘sagra permanente’ si attende una risposta da Pro Loco e Amministrazione

Tra alti e bassi, qualche incomprensione e ritardi più o meno comprensibili, la proposta per l’estate turese è stata ufficializzata la scorsa settimana. Dopo avervi proposto il comunicato dell’assessore Teresa De Carolis, questa settimana abbiamo voluto raccogliere il punto di vista del consigliere di minoranza Lilli Susca che, correttamente, sospende ogni giudizio fino al termine delle manifestazioni, quando sarà possibile fare un bilancio ponderato, anche in considerazione dei riscontri che il cartellone estivo sortirà su cittadini ed esercenti.

Prima di congedarci, ci siamo soffermati sulla sua proposta di allestire una “sagra permanente”, presentata da “Patto per Turi” fin da giugno. Apprendiamo che, dopo vari rimaneggiamenti per ottemperare alle disposizioni anti-Covid, l’interessante progetto, definito “meritevole di attenzione” da parte del sindaco Tina Resta, è ancora sul tavolo; si attende il placet da parte della Pro Loco, in qualità di associazione capofila, e dell’Amministrazione.

Un parere sulle modalità con cui si è arrivati alla stesura del calendario?

«L’estate, nonostante tutto e anche senza una vera primavera, è arrivata. E con la bella stagione sono arrivati gli immancabili cartelloni delle iniziative concepite per ravvivare il paese. E Turi non fa eccezione. Diverse associazioni e alcuni privati hanno risposto all’appello, garantendo una partecipazione su base volontaria e, già solo per questo motivo, meritevole di riconoscenza da parte della cittadinanza.

Ma all’appello di chi hanno risposto i generosi volontari? All’appello della maestra Tina, oggi sindaco del nostro paese? Non di certo. Non rientra nelle sue competenze. Quando era assessore alla cultura… allora sì che chiamava all’appello le associazioni e insieme a loro imbastiva un calendario di eventi con i fondi, sempre risicati, messi a budget. Quest’anno quindi l’appello dev’essere stato fatto dall’attuale assessore alla cultura, dott.ssa Teresa De Carolis. Così penserete sia andata. E invece no. L’assessore alla cultura, che noi cittadini paghiamo anche e soprattutto per coordinare le attività culturali e ricreative proposte dalle associazioni locali e per programmare eventi di particolare interesse presentati anche da soggetti esterni alla nostra comunità, ha abdicato al suo ruolo. Non se l’è sentita? Troppo complicato? Non so cosa pensare. Fatto sta che una ventina di giorni fa è stato individuato un responsabile esterno ai ranghi dell’Amministrazione e peraltro vicino ai consiglieri di minoranza. Mossa furba o troppo stupida? Chi ha imparato a conoscerci in questi mesi sa bene per quale alternativa propendere, e questa intervista ne è la riprova».

Un giudizio di merito sulla programmazione?

«Preferisco non entrare nel merito della programmazione in sé. Sospendo qualsiasi giudizio anche perché quest’anno è sicuramente tutto più difficile, considerate le direttive sul distanziamento sociale di cui gli organizzatori hanno dovuto tener conto. Il ruolo della Pro Loco, chiamata a fare da supervisore e da organizzatore tecnico degli eventi, non è assolutamente facile, soprattutto se ci si vede costretti a negare a qualcuno la possibilità di partecipare con un’iniziativa se quest’ultima non è confacente alle linee guida da seguire per evitare richiami o contestazioni da parte degli enti preposti al controllo. Voglio però ringraziare, come cittadina, le associazioni e i privati che si sono messi a disposizione sapendo di dover impegnare parte della propria estate nella realizzazione di uno o più eventi».

Che fine ha fatto la proposta di una "sagra permanente"?

«Bella domanda… Io ho tanti difetti, ma ne ho uno in particolare: sono cocciuta. Durante la chiusura, quando ci si interrogava sul futuro delle attività ristorative e su come sostenere la loro ripresa, insieme al gruppo “Patto per Turi” ho ideato il progetto “Sagra permanente” e l’ho lanciato sulla pagina Facebook del “Patto”. L’idea era di creare dei punti sagra nel centro storico per sopperire alla mancanza di spazi all’aperto per quelle imprese ristorative turesi che fossero risultate logisticamente svantaggiate e per fornire degli spazi di aggregazione a costo zero per i turesi, soprattutto la fascia più giovanile, costretti a rimanere a Turi. Col tempo, per fortuna le esigenze sono cambiate grazie ad un netto allentamento della morsa dei contagi e così l’idea iniziale ha subito diversi rimaneggiamenti. Ma non ho mollato perché resto convinta, insieme al mio gruppo, che questa sia una buona idea e che possa rendere l’estate turese molto più gradevole e attrattiva per un’intera fascia di cittadini turesi che scelgano di restare a Turi la sera anche se non più obbligati dalle restrizioni.

A seguito della mozione specifica, protocollata il 30 giugno, in cui proponevo l’“Allestimento di due aree adibite a “sagra permanente” con panche e tavoli in legno e con illuminazione da sagra (fili con lampadine)” da utilizzare per la consumazione di cibo da asporto, il sindaco scriveva in data 6 luglio ai consiglieri del “Patto” e alla presidente della Pro Loco una mail ufficiale in cui definiva la nostra proposta “meritevole di attenzione” e invitava la presidente, Rina Spinelli, a mettersi in contatto con la sottoscritta.

A partire da quel momento sono emersi una serie di impedimenti che parevano dover stroncare l’idea in partenza. Primo fra tutti il parere negativo del medico responsabile in loco del SIAN, che faceva notare che fosse necessaria l’assunzione di responsabilità da parte di un solo esercente e il rispetto di tutta una serie di protocolli imposti dalla legge regionale relativa alle sagre. A questo punto avremmo dovuto semplicemente tirare i remi in barca. Invece abbiamo provato a capire se ci fossero delle soluzioni. Così, dopo aver consultato altri esperti e aver compreso anche grazie a loro che ci potessero essere strade percorribili alternative, abbiamo nuovamente rimaneggiato il progetto e siamo in attesa di una risposta definitiva da parte della Pro Loco e dell’Amministrazione.

Questa la nuova idea: allestire un’area con panche e tavoli in legno nella piazzetta dove sorgeva il cinema Zaccheo e chiamare quell’area e il relativo progetto “Spazio Lumiere”. Dotarlo di bidoni per la raccolta differenziata in modo tale che, chi consumi lì, possa lasciare lo spazio pulito e in ordine. E magari proiettare un film a settimana, coinvolgendo nella scelta proprio i ragazzi che quella piazzetta la frequentano quotidianamente. Sono romantica e troppo ottimista, lo so. Ma se questo progetto si realizzerà sarò felice per quei ragazzi e per quelli che come me, in quello stesso spazio, più o meno quarant’anni fa, hanno visto un gigantesco cane volare con in groppa un bambino felice».

Fabio D’Aprile

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