Lunedì 25 Marzo 2019
   
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PUGLIESE: “MAMMA MIA” CHE GOL!

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Non ha bisogno di presentazioni il terzino sinistro di Turi con la maglia numero 33 del Varese Calcio. Ormai è diventato un calciatore professionista, una celebrità, ma chi lo conosce sa che la sua umiltà e la sua semplicità è rimasta quella di sempre. Stiamo parlando di Giuseppe Pugliese, per tutti Gepi, 27 anni, che nel giro di due anni è passato dalla serie C nella serie cadetta. Proprio due anni fa il Verona lo acquista a gennaio per rinforzare la rosa e fa davvero un affare. La squadra scaligera nella scorsa stagione conquista i play-off della serie C con la migliore difesa del campionato, ma la corsa alla serie B si ferma purtroppo in finale a Pescara. Mentre il Verona deve giocare almeno un altro anno in serie C, il sogno di giocare in B per Gepi diventa  realtà nella scorsa estate, quando il Varese decide di prenderlo in prestito. Dall’inizio della stagione ha sempre giocato titolare, saltando solo una gara per squalifica, e sabato scorso è arrivata la gioia del primo gol in serie B contro l’Albinoleffe.  Lo abbiamo contattato per una breve intervista.

Hai segnato il primo gol in serie B. A cosa hai pensato e a chi dedichi questa rete?

“Non ho avuto il tempo di pensare, non ho capito più niente. Mi hanno detto che urlavo “mamma mia”. Sono andato di corsa verso la panchina ad abbracciare i miei compagni, in particolare Frara con cui condivido la stanza nei ritiri. Dedico il gol a tutti quelli che mi vogliono bene, ai miei genitori, alle mie sorelle, nipotine e alla mia fidanzata”.

Un tuo compagno di squadra, rispondendo ad un giornalista, ha detto di essere contento per il tuo gol, perché venivi da un momento in cui non stavi bene. Cosa intendeva?

“È da ottobre che convivo con la pubalgia. Per giocare il sabato prendo sempre antidolorifici e faccio tanti sacrifici pur di scendere in campo. La pubalgia e'una cosa molto complicata,lunga e fastidiosa!”

Su facebook hai tanti ammiratori che ti hanno scritto dopo il gol, tra cui anche i tifosi di Verona, Monopoli e Noicattaro. Come mai tanto affetto?

 

“Infatti l'ho notato anch'io. Da sabato pomeriggio in poi è stato un continuo ricevere complimenti e auguri per il mio gol sia su facebook che sul cellulare. Non so perché, ma sono molto contento e orgoglioso di questo. Essere apprezzato e stimato dalla gente è una cosa che mi gratifica tantissimo”.

Il Varese è quarto in serie B. Sei in prestito dal Verona che fatica in Lega Pro. Che si fa l'anno prossimo?
“L'anno prossimo non ne ho idea, penso solo a fare il meglio possibile, poi a giugno si vedrà”.

Il tuo allenatore è un uomo molto carismatico. Com'è il tuo rapporto con lui?

“Il rapporto è buono. Scherziamo sempre nello spogliatoio, in campo, invece, è tremendo. Non guarda in faccia a nessuno”.

Sei stato capitano del Monopoli in C2, che effetto fa vedere la squadra ripartire dall'Eccellenza?

“Fa uno strano effetto, mi auguro risalgano in fretta.  La città e la tifoseria lo meritano senza ombra di dubbio!”

Qual è la giornata tipo di Giuseppe Pugliese?

 

“Conduco una vita molto tranquilla, allenamenti, casa lontana dal centro, e poi tv e pc. Credo che far vita sana sia alla base di chi fa dello sport il proprio mestiere”.

Turi non ancora ha un campo di calcio e, di conseguenza, non ha una squadra di calcio. Cosa ne pensi?

 

“Penso che bisogna prendere dei provvedimenti il prima possibile. Non è possibile che nel 2011 Turi sia messa così. I bambini e i ragazzi hanno bisogno di un campo e di una squadra dove poter divertirsi e fare sport senza dover spostarsi in altri paesi limitrofi!”

 

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“Quando posso, leggo volentieri turiweb. A proposito complimenti per il sito, lo ritengo una cosa molto interessante, soprattutto per chi come me è lontano da Turi. Saluto con affetto tutti i lettori e anche i non lettori. Turi è la mia città ,e io ne sono molto legato!”

Commenti  

 
Franco
#1 Franco 2011-02-16 21:36
Per quanto riguarda la mancanza del campo sportivo a Turi, devi sapere che il comune non s'interessa affatto di questo problema poichè non porta nessun incasso, perciò i nostri figli sono costretti ad emigrare nei paesi limitrofi rendendo grandi queste società!
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